Vincenza, in bici dal deserto a Milano in nome dei profughi e dei perseguitati

“Per essere felici ci vuole coraggio”. Vincenza Lofino, quando lo dice, ne è convinta: sa che inseguire nella vita ciò che suggerisce il cuore implica spesso fare scelte controcorrente, scomode o inusuali.

vincenza lofinoVincenza è un’attivista umanitaria. Dopo la laurea in Lingue a Lecce e un Master in Cooperazione internazionale a Milano, ha lavorato per anni con diverse Ong e con le Nazioni Unite nei posti più difficili della Terra, là dove i diritti umani sono ancora un’utopia e necessitano dell’intervento di organizzazioni internazionali, affinché vengano ristabiliti e riaffermati. I suoi progetti l’hanno portata, infatti, in Siria, nell’Africa subsahariana e nei Paesi maghrebini. A conclusione dell’ultima sua attività, ha maturato l’idea di realizzare finalmente ciò che sognava da anni: un cammino in solitaria, come fanno tante persone che percorrono i tracciati dei grandi camminatori, ciascuno spinto da una differente e personale motivazione. Vincenza avrebbe potuto andare a piedi, ma alla fine ha scelto la bicicletta. Si è quindi allenata tenacemente, perché il percorso sarebbe stato lungo e faticoso: dalla Tunisia, dove si trovava per lavoro, a Milano, sua abituale residenza. Una cosa è fare anche 70 Km in un weekend, altra è percorrere migliaia di Km, da sola, attraversando il deserto, città affollate o polverose, montagne, coste.

Dalla Tunisia a Milano, con entusiasmo

È partita così il 27 aprile dalla città tunisina di Siti Bouzid, in nome di tutti quelli che, migranti, sfollati, perseguitati, profughi, aveva incrociato finora sulla sua strada, ha fatto il loro stesso percorso, da Sud verso Nord. La direttrice che lei stessa aveva seguito, lasciando la sua Puglia per la Lombardia, ma soprattutto la direzione che per molti rappresenta la speranza e la salvezza. Pedalare per lei significa essenzialmente ritrovare sé stessa, conoscersi meglio, e, se si aggiunge a ciò una finalità umanitaria, ogni pedalata assume un senso più profondo e importante. Vincenza Lofino ha deciso, infatti, di raccogliere fondi per ResQ People saving People, la nave italiana che salva i migranti nel Mediterraneo. Ogni tappa, ogni incontro, è l’occasione per conoscere persone sensibili come lei, motivate ad aiutare chi ha bisogno, pronte a spendersi per gli altri, senza finalità personali, volontariato allo stato puro, come quello praticato dall’equipaggio di ResQ. Così, dalla Tunisia è passata in Sicilia, in Calabria, sosta dopo sosta, è giunta nella sua Puglia, da dove partirà alla volta di Milano. È una donnavincenza lofino resq piena di ottimismo, pur essendo consapevole delle difficoltà e delle ingiustizie esistenti a vari livelli. “Quando avrò perso anche io l’entusiasmo – dice – sarà davvero finita, perché ancora non voglio arrendermi alle brutture che ho visto. In giro c’è gente meravigliosa, ci sono persone che salvano persone, appunto, sapendo che nessuna si salva da sola”.

Da un po’ di giorni è nel suo paese natale, insieme alla la sua famiglia, che la segue con orgoglio e trepidazione allo stesso tempo. La mamma – ci ha confidato Vincenza – aveva altri progetti per lei, ora ha dovuto “rassegnarsi” all’idea di avere una figlia che si spende gratuitamente per l’affermazione dei diritti umani, ed è una cosa bellissima, ne è convinta. E, mentre ci racconta la sua esperienza, ci parla dei suoi impegni futuri e dei prossimi incontri, salta furi il nome di un inconsapevole amico comune: come è piccolo il mondo! Esclamiamo in sintonia. Già, il mondo è davvero un piccolo posto quando si parla la stessa lingua e si sognano gli stessi sogni. Prima o poi, ci si incontra, per quanto si venga da posti e storie diversi. C’è un cammino segnato dalle scelte e dagli ideali di ciascuno di noi, a tratti è affollato, a tratti solitario, ma vale davvero la pena percorrerlo, anche al posto di chi un destino diverso ha costretto a rimanere indietro, a fermarsi.