In ginocchio contro
il razzismo? Meglio far finta di niente

Fanno tutti finta di niente… Nei giorni scorsi s’è molto discusso e scritto a proposito di chi sta in piedi e chi si inginocchia. Era successo che metà della nostra nazionale agli europei si sia inginocchiata, l’altra metà invece sia rimasta in piedi. L’altro ieri Bonucci ci aveva comunicato che avrebbero deciso insieme all’ultimo momento. Ieri Chiellini ha chiarito: “Non ci inginocchieremo: l’Austria non l’ha chiesto”. Patetico. Sarebbe stata una decisione dell’Italia, dell’Italia soltanto. Meglio: una decisione di ogni giocatore. Chi ci sta e chi non ci sta, chi vuole e chi non vuole. Libertà appunto. Rispetto di ogni individuo e delle sue scelte.

Ieri sera ci siamo collegati per Italia-Austria. Giocatori in campo, soliti movimenti per sciogliere i muscoli. Inni nazionali. Cantano i nostri: “Fratelli d’Italia, l’Italia s’è desta…”. Come sempre fuori tempo e arrangiandosi con il testo, che non è poi tanto complicato.

Siamo lì, davanti al tv, in attesa di capire che cosa succederà. In ginocchio o no? Niente. La Rai si intromette: pubblicità. Si riprende: fischio di inizio e via con Insigne, Verratti, Immobile, Donnarumma…

Insomma nessuno s’è inginocchiato, per solidarietà con il Black Lives Matter, con la lotta al razzismo, contro qualsiasi discriminazione. Scelta loro. La rispettiamo.

Meno rispettabile la cronaca della Rai: non un cenno, non una parola. Come se la questione non esistesse, come se non se ne fosse discusso fino a poche ore dall’avvio della gara, come se non ne avessero scritto i giornali. Eppure ne avevano parlato persino Chiellini e Bonucci, cioè due pilastri del calcio nazionale.

Peccato: un’occasione mancata per dimostrare quanto sia importante l’informazione prestata dalla Rai. Peccato: una occasione persa per dimostrare quanto possa stare a cuore il rispetto dei diritti di ogni persona, riconoscendo invece quanta sofferenza generi ovunque il mancato rispetto.

Hanno fatto tutti finta di niente.