Via Bannon con i suoi sovranisti
La Certosa di Trisulti
torna alla comunità

Riapre la Certosa di Trisulti. Uno dei complessi monumentali più belli e interessanti del Centro Italia torna alla collettività e alle sue funzioni naturali. Con una messa, com’è giusto trattandosi di un’abbazia benedettina. A dare l’annuncio della restituzione al pubblico del complesso religioso fondato all’inizio del XIII secolo dai monaci sul cammino di San Benedetto da Norcia a Cassino tra la Ciociaria e l’Abruzzo sono stati il ministro dei Beni Culturali Dario Franceschini, il quale come vedremo ha avuto in tutta la storia qualcosa da farsi perdonare, e il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti. Per farlo hanno scelto il municipio di Collepardo, il Comune sul cui territorio si trova la Certosa, e con una buona ragione: i cittadini della zona sono stati, fin dall’inizio, i protagonisti di una dura e creativa battaglia per salvare quel pezzo della storia della loro comunità e della loro identità.

La Certosa di Trisulti

Alla buona notizia della riapertura ai visitatori e al culto dell’abbazia si accompagna anche una gran bella soddisfazione per il tonfo dei protagonisti di una prepotenza insopportabile. Quella con cui un gruppo di personaggi legati alla destra sovranista internazionale e agli ambienti più retrivi del cattolicesimo ultratradizionalista era riuscito a truffare lo stato italiano e le autorità religiose per mettere le mani sull’abbazia.

Il guru di Trump

Una bella botta per l’ideatore dell’operazione Steve Bannon, il suprematista bianco che fu l’ispiratore della campagna elettorale di Donald Trump prima di mettersi in testa di esportare il sovranismo made in Usa in Europa partendo dall’Italia. E anche per i suoi allievi di quaggiù Giorgia Meloni, Matteo Salvini & company che avevano accolto a braccia aperte i suoi consigli su come fare dell’Italia, partendo da quell’angolo di Ciociaria, il centro di irradiazione del Verbo Sovranista e della controffensiva tradizionalista alle iniziative del “papa eretico” Francesco.

Per chi non ha seguito la vicenda, su cui anche questo sito ha riferito a suo tempo (https://www.strisciarossa.it/loro-di-trisulti-per-i-sovranisti-che-hanno-cacciato-i-frati/https://www.strisciarossa.it/ecco-limbroglio-con-cui-i-sovranisti-di-bannon-si-sono-presi-la-certosa-di-trisulti/), ecco un breve compendio dei fatti.

Nel febbraio del 2019 un certo Benjamin Harnwell, cattolico inglese, fedelissimo di Bannon e fondatore del “Humanae Dignitatis Institute”, associazione legata agli ambienti del tradizionalismo che fanno capo al cardinale americano Raymond Leo Burke, strenuo difensore delle posizioni più conservatrici in fatto di morale sessuale, omosessualità, divorzio e aborto, restauratore della Messa Tridentina in latino, nemico dichiarato di Papa Francesco e (oggi) negazionista del Covid, risponde a un bando del ministero dei Beni Culturali per la concessione in affitto della Certosa che dal 2004 appartiene al Polo Museale del Lazio cui le autorità religiose l’hanno affidata dopo la partenza degli ultimi frati. Il ministro Franceschini, con una certa leggerezza, firma l’atto di concessione senza che i suoi uffici indaghino sui richiedenti e sulle loro intenzioni.

“Comunità con il carisma”

Benjamin Harnwell

Quali sono queste intenzioni? In una “presentazione speciale per Sua Santità Papa Francesco” il presidente onorario del HDI, il cardinale Renato Raffaele Martino parla di “una nuova comunità con il carisma di promuovere il Vangelo nel mondo politico, servendo Nostro Signore, pregando insieme e condividendo una vita fraterna in comunità”. Ma la realtà è ben diversa: nella Certosa – ha deciso Bannon – verrà istituita la prima “università politica” dei sovranisti europei. Alla fine di una tournée continentale in cui ha incontrato Marine Le Pen, l’olandese Geert Wilders, Salvini e Meloni, il guru trumpiano annuncia che a Trisulti  nascerà un’accademia “di alto livello scientifico” per formare i quadri del Movement, la formazione sovranista di cui ha affidato la guida all’avvocato belga Mischaël Modrikamen, specializzato in cause contro le banche e fondatore di un oscuro Parti Populaire europeo che si autocolloca alla destra della destra più destra.

Il povero cardinal Martino, che della virata in politica della “comunità con il carisma di promuovere il Vangelo” non sapeva nulla, cerca di opporsi al progetto, ma viene fatto fuori (politicamente) con l’arma preferita degli ambienti in cui razzolano Bannon e i suoi: viene sparsa la voce che fa parte della “lobby omosessuale che governa di fatto il Vaticano” ed è costretto alle dimissioni.

La magistratura indaga

In attesa che comincino le lezioni del Movement e arrivino i primi studenti laureandi in sovranismo, Harnwell pensa bene di installarsi nell’abbazia cacciandone l’ultimo frate restato a far da guardiano e stabilisce un biglietto d’ingresso per gli eventuali (ormai) visitatori della certosa: 5 euro. Quella che un tempo era la mèta di pellegrini e turisti, attratti dalla bellezza dei boschi dei monti Ernici, dalle tisane, le cioccolate squisite e il micidiale liquore centerbe distillato dai frati, è ormai una dimora privata chiusa alla comunità.

Steve Bannon con Salvini

E la comunità si ribella. A Collepardo viene fondato un comitato per la riapertura della Certosa cui aderiscono non solo gli abitanti del piccolo centro, ma migliaia di abitanti dei paesi vicini. E il comitato non si limita a organizzare cortei e far circolare petizioni, che Alberto Bonisoli, il successore di Franceschini nel governo Lega-Cinquestelle, si guarda bene dal prendere in considerazione, ma comincia ad indagare sugli aspetti giuridici della concessione a Harnwell.

Si scopre, così, oltre a quello della – chiamiamola così – “destinazione d’uso” del complesso preso in affitto, un altro imbroglio: una vera e propria truffa. Per ottenere la concessione, i richiedenti dovevano dimostrare di avere una certa attitudine al mantenimento di beni d’interesse culturale. L’associazione di Harnwell dichiarò allora che aveva curato il restauro e la manutenzione di una preziosa chiesetta dedicata a San Nicola, nella quale sarebbe stato messo su anche un museo. Peccato che quando, finalmente, i funzionari del ministero accompagnati dagli abitanti di Collepardo sono andati a constatare di persona, hanno scoperto che la “preziosa chiesetta” era un rudere su cui nessuno metteva le mani da secoli.

La Procura di Frosinone ha aperto un’inchiesta sulle dichiarazioni false e già che c’è è molto probabile che finirà per indagare anche sulle presunte “garanzie finanziarie” che i capi di Dignitatis Humanae erano tenuti a fornire al momento della concessione. Nel board dell’istituto, presieduto da Luca Volonté conosciuto più per le sue disavventure giudiziarie che per essere stato capo dell’UDC, figurano fior di porporati ultratradizionalisti e politici conservatori, come l’eterno Rocco Buttiglione, ma non pare proprio che qualcuno di loro abbia sganciato soldi. Harnwell ha parlato di finanziamenti provenienti da “fonti riservate”. Considerato che il suo capo è stato in galera per essersi impossessato di soldi pubblici è probabile che i magistrati ne vogliano sapere di più.