Un viaggio tra gli scrittori del mondo
cercando il senso della parola amore

Amore è forse la parola più usata, che ha mille significati, che connota il sentimento che dà più carburante alla vita ma che, tuttavia, rimane un mistero. E chi meglio di altri ha saputo indagare tra le pieghe dell’amore passionale o filiale, amicale o coniugale, amorevole, compassionevole od erotico? La letteratura, naturalmente con il suo scrutare le anime, con il percorrere continenti diversi, con il collocarsi in epoche vicine o lontane.

“Amore è una parola” è il bel libro di Maria Serena Palieri che, scavando tra pagine di letteratura “amorosa”, ci regala un piccolo-grande compendio di opere “in tema” da leggere o rileggere, di autori e autrici messi a confronto. Come è il caso di Simone de Beauvoir e Elena Ferrante, la prima con “Una donna spezzata”, la seconda con “I giorni dell’abbandono”, due super-autrici le cui opere sono separate da oltre tre decenni, scelte da Palieri perché esplorano “la dimensione etica dell’amore coniugale” che muta con le epoche. Il raffronto serve anche ad avvertirci che ci sono amori del nostro tempo che non reggono il confronto con universi lontani, quelli ad esempio di Jane Austen e delle Brontë.

In questo libro “colto”, dove l’autrice mette a frutto le sue competenze e i suoi incontri di giornalista culturale, si indaga anche l’universo della letteratura “rosa” che oggi è contrassegnato non più o e non solo dalla conquista dell’amore bensì dal talento di “infischiarsene dell’amore”, dal parlare di sesso in modo chiaro, esplicito, dal sogno di vite esotiche costruite sulle rovine delle solide dinastie familiari. E’ il rosa della liberazione femminil- femminista. E tuttavia, il cuore del saggio “Amore è una parola” è il tema e l’approccio “sentimentale”, quello che unisce due persone in matrimonio. ad esempio, e delle cui esistenze lo scrittore israeliano Abraham B. Yehoshua è forse il maestro indiscusso.

L’amore cambia a seconda della latitudine e della cultura oltre che delle epoche. Tra Oriente e Occidente vi è un muro “invisibile” che separa il “noi” e il “loro” e che ci viene raccontato nelle monumentali opere dell’indiano Vikram Seth con il suo affidare alla parola amore qualità “camaleontiche””. Con Rajaa Alsanea e le sue “Ragazze di Riad” c’è la rivisitazione moderna delle forme classiche dell’amore letterario –  le lettere e i diari, oggi sostituiti dallo scambio di email- dove l’amore è un male da esorcizzare in vite femminili adolescenziali imprigionate da codici e divieti (bellissimi i versi che riporta Maria Serena Palieri del grande poeta siriano Nizar Qabbani dedicati alle ragazze saudite). Nella letteratura ci sono i “matrimoni buoni” e quelli “sconvenienti”, come ci ricorda la scrittrice di origini tamil V.V. Ganeshananthan. E ci sono gli amori omosessuali con quel nodo spesso irrisolto tra uguaglianza e diversità, quel sentirsi diversi perché “si ama chi ci è uguali”.

Gli amori e i sentimenti si dipanano nel narrare mentre schiere di sociologi e filosofi si interrogano sul futuro del matrimonio, sui sentimenti “liquidi” alla Bauman, sulle “intimità fredde” dell’era digitale come suggerisce Eva Illouz.

A noi lettori resta la curiosità di affrontare il viaggio in questo mondo letterario-sentimentale sostenuti della solida guida di Maria Serena Palieri che in “Amore è una parola” ci conduce lungo sentieri pieni di sorprese, deviazioni e nuove tappe, che ignoravamo e che spesso resteranno ignote. Come l’amore, la parola che nessuno davvero può definire per sempre.