Un polo tra passato e futuro
Gramsci torna a casa a Ghilarza

Gramsci torna a casa. Virtualmente, in una casa museo in cui il passato e la storia del grande pensatore si intreccia con la cultura, l’arte moderna e il turismo. In quella Sardegna che ha caratterizzato la sua prima parte di esistenza. E dove sarebbe voluto tornare dopo la prigionia e quell’agonia che gli era stata imposta per impedirgli di pensare.

A condurre il fondatore del Partito Comunista, del quotidiano L’Unità, in questo viaggio verso “Ghilarza”, sono tre giovani architetti di Sassari, Riccardo Onnis, Fabiana Ledda e Federica Carta con un progetto in cui l’architettura si sposa con la valorizzazione della cultura e del territorio. Il tutto seguendo un percorso che riesce a dare risalto e valorizzare la terra di Gramsci e i luoghi dove ha trascorso la prima parte della sua vita.

La casa-museo di Ghilarza

I tre giovani architetti sono i vincitori del concorso internazionale di progettazione bandito dall’Unione dei Comuni del Guilcier, dalla Fondazione Enrico Berlinguer e dalla Fondazione Casa Museo Antonio Gramsci, per ampliare e valorizzare l’attuale casa museo. Un lavoro importante e particolarmente prestigioso per il valore culturale e professionale, come sottolinea Riccardo Onnis. «Il nostro gruppo è composto da tre architetti e un esperto di Gramsci (Omar Onnis), e l’idea che abbiamo portato avanti in questa esperienza è quella di trasformare questo spazio in un polo che diventa perno di penetrazione culturale e artistica, riportando il Gramsci della prima parte».

Gli interventi previsti dal progetto riguarderanno la casa-museo, la struttura che ospitò la sezione del Partito comunista, l’ex prefettura e un altro edificio adiacente al museo. In questo contesto sorgerà un vero e proprio itinerario con esposizione e attività interattive dove ci saranno poi servizi e altre attività. E poi un auditorium, sale per proiezioni, laboratori e un archivio.

«Per noi è stato un inedito – argomenta Riccardo -, non perché manchiamo di sensibilità politica, ma perché siamo davanti a Gramsci. Antonio Gramsci l’intellettuale più letto al mondo i cui scritti sono ancora attuali». Quindi il viaggio di approfondimento, per conoscere il grande pensatore, con l’aiuto di un esperto. «Tutti quanti abbiamo letto Gramsci, ma per affrontare questo progetto – continua – abbiamo voluto coinvolgere anche una persona che avesse una profonda conoscenza e ci guidasse nella vita di Gramsci».

Poi il progetto e la proclamazione quasi inaspettata. E ora il viaggio con il progetto e questa nuova esperienza. «Posso dire che è come se lo stessimo riportando a casa – aggiunge -. D’altronde nelle ultime lettere aveva chiesto di rientrare a casa e aveva fatto predisporre la casa a Santu Lussurgiu». Non ci andò mai perché morì. «Ecco noi, idealmente e virtualmente, cerchiamo di riportare Gramsci in Sardegna, nella sua terra e nella sua casa». L’omaggio al grande pensatore, all’intellettuale rivoluzionario tra i più letti ancora oggi al mondo. Per non dimenticare.