Un patto per i trasporti
chiedono i sindacati
che scioperano a luglio

L’ultima volta era successo nel 2012. Ora a distanza di sette anni unitariamente gli esecutivi nazionali, gli organismi nazionali e territoriali, di Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti hanno varato la piattaforma di proposte dal titolo “Rimettiamo in movimento il Paese”, indirizzata al Governo e proclamato, per supportarla, uno sciopero nazionale, in due date, il 24 luglio per tutti i settori dei trasporti e il 26 luglio per il trasporto aereo.

 

L‘ immobilismo del governo

Una piattaforma che parte dal presupposto che quello dei trasporti è un settore in crescita sia nel traffico passeggeri, si pensi al trasporto aereo, sia nel traffico delle merci sia via mare, sia attraverso i nostri porti. A questo sviluppo però, come è emerso dalla relazione agli esecutivi del segretario generale della Filt Cgil Stefano Malorgio “non corrispondono le scelte del Governo che si caratterizzano per l’immobilismo o addirittura per dei passi indietro, se si pensa a progetti avviati dal precedente Governo, come era Connettere l’Italia”.

Chiesto un confronto vero

Invece questo Governo si contraddistingue finora per non aver mai risposto, la prima volta nella storia repubblicana, alle tante richieste di convocazione fatte dal sindacato, ad eccezione di incontri sporadici al Ministero dei Trasporti ed al Ministero dello Sviluppo Economico per gestire le singole crisi. A partire dalla piattaforma si chiede al Governo “l’avvio – ha spiegato il segretario generale della Filt Cgil – di un confronto, con il mondo che rappresenta il lavoro, punto per punto, su infrastrutture, politica dei trasporti, regole e sicurezza sul lavoro per riuscire ad arrivare alla sottoscrizione di un Patto per i Trasporti che parta dall’aggiornamento del Piano Generale dei Trasporti e della Logistica e che tenga conto delle esigenze di mobilità delle persone e delle merci”.

Urgono infrastrutture efficienti

“Se non si prendono decisioni congiunte, come sta accadendo ora, – ha sottolineato Malorgio – si corre il rischio che siano altri, come i grandi soggetti economici, a prendere le decisioni che interessano il Paese”. Nel documento, si fa riferimento inoltre alla necessità di risposte su infrastrutture efficienti ed efficaci che sono necessarie all’Italia ed alle necessità di scelte per l’adeguamento e l’ammodernamento dei collegamenti al resto del Paese di tutti i territori, anche e soprattutto di quelli più periferici. In merito alle infrastrutture al Sud il prossimo 11 luglio la Filt Cgil si terrà con le strutture territoriali un’iniziativa a Napoli. Se La nostra piattaforma è indirizzata anche alle controparti “perché – ha ricordato il segretario generale della Filt – ci sono i contratti da rinnovare che spesso rappresentano l’unico strumento di regolazione e di argine al dumping”.

Diritto di sciopero e rappresentanza

E qui si lega l’altro tema al centro della piattaforma che è quello delle regole nel settore, a partire dalla rappresentanza, associato per noi nei trasporti, al tema del diritto di sciopero, dove la soluzione, anche alla luce del proliferare di azioni di sigle scarsamente rappresentative, “è l’applicazione degli accordi interconfederali che stabiliscono le modalità di misurazione della rappresentanza che, fino a oggi, sono state disattese”. Sul tema della sicurezza sul lavoro nella piattaforma si denuncia lo stillicidio nel settore che ha registrato un aumento degli incidenti sul lavoro, anche mortali, soprattutto nella logistica, nel trasporto delle merci, nei porti. “Un fatto – ha denunciato Malorgio – inaccettabile in un paese moderno”.

La vertenza degli appalti ferroviari

Nel merito dei singoli settori, nel trasporto pubblico locale e ferroviario si è evidenziato unitariamente come serva arrivare al contratto della Mobilità, scaduto da oltre un anno, serva una soluzione alla vertenza degli appalti ferroviari, la stabilizzazione delle risorse del Fondo Trasporti e per il settore, intervenire sulla sicurezza a bordo dei mezzi e delle stazioni e contrastare l’ipotesi di riclassificazione nel perimetro della pubblica amministrazione di Rfi e Ferrovie Nord Milano che, se applicata, può avere conseguenze negative sulla tenuta del Gruppo Fs Italiane. Nel settore del trasporto merci e logistica che è il settore più esposto alle trasformazioni dovute agli effetti della digitalizzazione, si chiedono più regole e l’avvio della una filiera della logistica integrata con porti, interporti, mare, strade e ferrovie.

La normativa per i rider

Sempre nell’ambito della consegna delle merci, per i rider si è evidenziato come serva una normativa chiara che riconosca il lavoro come subordinato e si affermi l’applicazione del contratto nazionale logistica trasporto merci e spedizioni. I porti sono uno dei settori dove non ci sono praticamente mai stati contatti con il Ministero dei Trasporti (si pensi al tema dell’autoproduzione) e nel contempo si continuano a registrare crisi, dopo quella di Gioia Tauro, ora anche il porto del Cagliari, con il Mit che sta dimostrando finora incapacità di gestire le crisi di concerto con le parti sociali. Nel settore marittimo si chiedono investimenti sulla flotta per navi più moderne ed ecologiche, l’avvio della riforma del collocamento dei lavoratori marittimi e l’inserimento del lavoro tra quelli usuranti.

Le concessioni autostradali

Sull’annoso tema delle concessioni autostradali, il cui dibattito desta preoccupazione e su cui il Governo è assente nei confronti delle organizzazioni sindacali, si è evidenziato come per il sindacato vada salvaguardato il modello di esercizio e soprattutto l’occupazione, garantendo il presidio fisico h 24 della rete e delle stazioni autostradali, il mantenimento delle attività di manutenzione e la qualità del servizio agli utenti. Infine nel trasporto aereo, tornando alle regole, si chiede un intervento del Governo per garantire l’applicazione del contratto nazionale, di cui è stata appena rinnovata la parte generale, a tutte le compagnie aeree ed in tutti gli aeroporti.