Un concerto per la vita, note di pace. Allegro, non troppo

Wolfang Amadeus Mozart, “Divertimento in re maggiore K136”, composto nel 1772 quando l’autore aveva 16 anni, nei tempi “Allegro Andante Presto”. Cosa pensava il giovane Mozart componendo una pièce che si intitolava “Divertimento”? E Edgard Elgar cosa pensava con la “Serenata per archi op. 70” composta tra gli anni 1888 e 1892, nei movimenti “Allegro Piacevole Larghetto Allegretto”? Ed invece Antonio Vivaldi nel concerto per oboe in la minore RV 461, 1720-24, nei movimenti “Allegro non molto Larghetto Allegro”?

Organizza l’Accademia di Santa Cecilia

Foto di Dieter da Pixabay

Dobbiamo forse chiederci che cosa pensavano o non semplicemente ascoltare? Se però a questi autori si aggiunge Yuri Shevchenko, autore ucraino nato a Kiev nel 1953 e morto il 22 marzo 2022 di polmonite si coglie un legame, un nesso. Titolo della opera di Shevchenko “Auguri per la vita”. Un concerto, un concerto contro qualcosa? La guerra, l’invasione russa avvenuta un mese prima della morte di Shevchenko? Un concerto semplicemente “per la vita.”

Si dice che la musica è un linguaggio universale, si ascolta, si coglie, si sente, coinvolge. Un concerto altamente simbolico, emotivamente coinvolgente, politico ed etico nel senso più pieno di questi due termini. Un concerto che si è tenuto la sera del 22 settembre, all’interno di un ciclo di concerti nell’ “Insieme Festival, note di pace per l’Ucraina”, organizzato dall’Accademia di Santa Cecilia.

Per la vita, in Ucraina

Foto di Ioana Sasu da Pixabay

Suona l’orchestra da camera della città di Kharkiv, la “Kharkiv Chamber Orchestra” con il direttore, un uomo, Yuriy Yanko. Un uomo di una certa età, perché tutti gli altri dodici suonatori sono donne, gli uomini non possono lasciare il paese per suonare all’estero.
Un concerto contro la guerra? Un concerto per la vita, per la musica, con musica che è stata scelta volutamente “allegra”, che le parole della musica sono tutte italiane.
Concerto di donne e un uomo che non avevano bisogno di dire nulla, solo di suonare. Insieme al bravissimo solista di oboe Francesco De Rosa. Solo una piccola bandiera al collo del direttore. Ed un’altra grande sul palco, gialla e azzurra. E la musica è volata via veloce, senza parole.
Bis, richiesta di bis, musica molto adatta e malinconica e coinvolgente. Un omaggio a Ennio Moricone, Accademico di Santa Cecilia, l’inizio della musica per il film “C’era una volta in America”, di Sergio Leone del 1984. E’ stata suonata due volte, allegro, non troppo. Pensosa, in attesa…