Un camper
pieno di geni

Ragazzi e ragazze di fronte alla scienza continuano a scegliere percorsi differenti. Colpa delle diverse aspettative della società, degli stereotipi e, per le ragazze, dell’assenza di modelli di riferimento da imitare. Di ricerche su questa esclusione (e autoesclusione) che porta le ragazze lontano dalle materie STEM (acronimo inglese per Scienza, tecnologia, ingegneria e matematica) ce ne sono ormai a centinaia. Una delle più recenti si intitola “Why Europe’s girls aren’t studying Stem”. Ne dà conto l’Organizzazione non governativa Terres des Hommes Italia nel suo rapporto annuale Indifesa in uscita in questi giorni e dedicato alla condizione di bambine e ragazze nel mondo.

Non che manchino le iniziative e i progetti che tentano di attrarre le ragazze verso la scienza. Ci prova anche “Geni a Bordo”. L’iniziativa è rivolta indifferentemente a maschi e femmine, non ha una connotazione di genere nel senso che non è mirata alle ragazze. Semplicemente tenta di attrarre i giovanissimi verso le discipline scientifiche. Ma nel fare questo – ci dicono i suoi animatori – intercetta il crescente interesse delle studentesse a capire se la scienza possa essere “un affare da ragazze”. Gli animatori di questo progetto “edutainment” si chiamano Andrea Vico, giornalista divulgatore, e Sergio Pistoi, ricercatore-divulgatore, e da anni girano l’Italia a bordo di un camper, quello appunto di “Geni a bordo”, andando là dove li chiamano.

Quest’anno il tour, iniziato nei primi giorni di ottobre e che si concluderà il 16 ottobre, tocca Toscana, Lazio, Umbria, Campania, Marche e Liguria in un percorso di quasi 3.000 km.
Piccoli test scientifici, testimonianze di scienziate e scienziati, animazioni, cross-medialità, interattività e un pizzico di divertimento è la miscela degli incontri che avvengono di preferenza nelle scuole superiori là dove i due divulgatori e il loro camper vengono chiamati (gli incontri sono gratuiti, basta che la scuola si prenoti).

Alle spalle vi è il successo delle precedenti edizioni che hanno già coinvolto circa 10.000 studenti Quest’anno si parla di genetica e di ricerca biotecnologica. Con una novità. Vi sarà spazio anche per incontri dedicati agli insegnanti per cercare di trovare (o formare) degli alleati in questa opera di fascinazione per la scienza, materia che è spesso la grande assente dalle nostre aule scolastiche.

La filosofia e l’assunto didattico di Vico e Pistoi è “think outside of the box” ovvero, pensa la scienza in modo creativo, non convenzionale, libero e critico. Esattamente ciò che le ragazze saprebbero far meglio essendo portatrici più dei maschi – ci dicono sociologi e psicologi – di quel pensiero divergente che tanto bene fa alla scienza.