Torna il Roma Jazz Festival
con i suoi nuovi codici musicali

Si va in Sala Petrassi, all’Auditorium di Roma per rinnovare, con l’inizio di novembre, l’appuntamento con il Roma Jazz Festival giunto ormai alla sua 45ª edizione. Per il piacere degli appassionati di jazz e non solo, tre settimane di appuntamenti con quanto di meglio possa offrire il mondo del jazz contemporaneo, fra Italia, resto d’Europa e Stati Uniti. Con particolare attenzione ad artisti giovani ed innovativi ed una strizzatina d’occhio ai nuovi linguaggi della produzione e della comunicazione (codice Qr in connessione con i nuovi suoni della musica come simbolo nell’intestazione della rassegna).

L’Auditorium di Roma

Tre settimane di appuntamenti interessanti

Tanti appuntamenti interessantissimi nelle tre settimane ed una apertura affidata all’incontro, oltremodo prolifico, fra una delle formazioni migliori che il jazz europeo (polacco, in questo caso) abbia vantato negli ultimi anni, il trio del pianista Marcin Wasilewski, e l’amatissimo (da tanti italiani) sax di Joe Lovano. Un musicista che ha interpretato e rielaborato il jazz, dal bop al blues, dalle grandi orchestre alle piccole formazioni, sempre con una sua cifra stilistica inconfondibile e che ancora oggi ama riproporsi in situazioni stimolanti e nuove per lui, come questa che (anche in una registrazione in studio del 2020 per Ecm dal titolo “Arctic Riff”) lo vede incastonato alla perfezione in un trio super consolidato, proveniente da un paese ricco di tradizioni jazzistiche come la Polonia, che ha la sua punta di diamante in un pianista davvero eclettico, brillante, capace delle sonorità rarefatte più care all’etichetta Ecm di Manfred Eicher come di una dinamica e di un ritmo davvero sorprendenti, grazie anche a due comprimari di qualità altissima come Slawomir Kurkiewicz al contrabbasso e Michal Miskiewicz alla batteria.

Succede così di assistere ad un concerto eccellente, della giusta durata (non troppo, meno di un’ora e mezza), nel quale il quartetto, fra composizioni dell’uno o dell’altro leader, si muove con grande disinvoltura e con risultati godibilissimi sia nelle ballate più quiete che in alcuni brani dove l’energia cresce esponenzialmente trascinando chi ascolta in un vortice sonoro di altissima resa. Complimenti al più “giovane” (46enne) Wasilewski per il suo raffinatissimo pianoforte, altrettanti al più “vecchio” Joe Lovano (quasi 70enne) per sapersi ancora proporre con tale qualità abbinata ad un grande entusiasmo.

Il festival prosegue con tanti appuntamenti di alto livello, fra cui gli italiani Giovanni Guidi, Francesco Bearzatti, Paolo Damiani, Gianluca Petrella, le già affermate “stelle” John Scofield, Dave Holland, Brad Mehldau, Vijai Iyer e le novità di Theo Croker e Lakecia Benjamin. All’Auditoriium Parco della Musica, fino al 21 novembre.