Taglio dei parlamentari
la demagogia 5 Stelle
è un danno per l’Italia

Qualche mese fa,proprio qui su Strisciarossa, in diverse occasioni, si ragionava sui due progetti eversivi della Lega e del Movimento 5 Stelle: rispettivamente, il regionalismo differenziato e il taglio dei parlamentari; nonostante il governo sia caduto nel modo rocambolesco che conosciamo, i due progetti non si sono fermati.
Tralasciamo per il momento il primo, inserito nel programma ma contro il quale possiamo confidare nella resistenza dei diversi Ministri provenienti dal Sud e che pubblicamente si sono espressi, già in passato, contro questo progetto (Provenzano, Boccia, Speranza); tralasciamo non perché non meriti attenzione, ma perché l’urgenza è un’altra.
Com’è noto, infatti, il Movimento 5 Stelle spinge per un rapido completamento della procedura per il taglio dei parlamentari, cosa che anche gli altri due soggetti della maggioranza, PD e LEU, hanno dovuto, pur controvoglia, accettare. Verranno pure inseriti dei contrappesi (legge elettorale proporzionale, sfiducia costruttiva), ma quali contrappesi possono davvero mitigare la diminuzione della rappresentanza popolare?
Non siamo davanti solo al colpo di coda del populismo: assistiamoal frutto avvelenato di decenni di retorica pauperistica, che purtroppo anche la sinistra ha spesso avallato. E infatti, di fronte alla violenta campagna pentastellata contro la rappresentanza popolare, la sinistra ha balbettato, incapace di rispondere che non c’è risparmio che giustifichi il rischio di creare, davvero una casta: perché meno parlamentari vuol dire che ognuno di loro sarà sì più potente, ma anche più controllabile da chi dirige il Governo.
Se i 50 milioni annui (non 100, come ancora oggi il Movimento 5 Stelle prova a convincerci; ci si perdoni se crediamo di più ai conti fatti dalla Ragioneria di Stato) che verrebbero risparmiati togliendo alla cittadinanza 345 rappresentanti sono così importanti, sarebbe più opportuno recuperarli diminuendo la quota fissa dello stipendio parlamentare, andandoli a togliere così agli assenteisti (aumentando contestualmente però i gettoni di presenza, per tutelare chi svolge correttamente il proprio dovere).
Ma questo sarebbe controproducente per chi ha, come unico fine, quello di esibire uno scalpo per compiacere i propri tifosi. Se passerà questa riforma bisogna essere pronti a chiedere un referendum e poi combattere, per le piazze e per le case, per spiegare a tutti i cittadini quale danno rischiamo di arrecare alla nostra democrazia.