Stato d’emergenza per i migranti, una buffonata pericolosa

Da martedì 11 aprile alle 17,31 su tutto il territorio nazionale è in vigore lo stato d’emergenza. Che cosa succede? Un terremoto, un’alluvione, un nuovo virus, un attacco di cattivissimi hacker che vogliono paralizzare i gangli vitali del paese? Tranquilli: niente di tutto questo. Il motivo della drammatica (drammatica?) decisione presa dal governo in una seduta dedicata al varo del Documento Economico e Finanziario è l’”eccezionale incremento dei flussi di persone migranti attraverso le rotte del Mediterraneo”. L’”incremento” c’è, senza dubbio, ma lo stato d’emergenza come lo impedirebbe? Non ce lo hanno detto. Non lo sappiamo. Ed è forte il sospetto che non lo sappiano neppure la presidente del Consiglio e i ministri che lo hanno varato.

Il provvedimento firmato Musumeci durerà sei mesi

migranti Msf 2021Il comunicato diffuso dopo la riunione a palazzo Chigi dice solo che il provvedimento è stato proposto dal ministro per la Protezione civile e le Politiche del Mare Nello Musumeci, che durerà sei mesi ed è dotato di cinque milioni di euro. Commentandolo, il biministro (che pare finalmente essersi fermato dopo il carosello di deleghe che gli davano e toglievano continuamente) ha spiegato che proponendolo “abbiamo aderito volentieri alla richiesta del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, ben consapevoli della gravità di un fenomeno che registra un aumento del 300 per cento”.

La menzione di Piantedosi, che da quando si è insediato ha fatto di tutto per somigliare sempre più al ministro della Cattiveria inventato qualche anno fa da Antonio Albanese, non lascia per niente tranquilli. Anche perché nella discussione in corso al Senato sul cosiddetto “decreto Cutro” i leghisti si stanno molto agitando in queste ore per inasprire ancor di più le limitazioni, già pesanti, introdotte dal decreto alle norme sulla protezione speciale degli immigrati in pericolo in patria.

Stanziati appena 5 milioni

E poi, il clima politico è quello che è e se la somma di cinque milioni è sinceramente ridicola di fronte alla dichiarata, genericissima volontà di “promuovere l’accoglienza” e di snellire le pratiche per l’identificazione e l’espulsione degli immigrati che non piacciono ai signori del governo, c’è sempre il rischio che con pochi soldi si combinino molte porcherie. Specialmente in Italia, si sa, le legislazioni d’emergenza sono sempre, o quasi, servite a questo: bypassare i controlli e rendere agli occhi dell’opinione pubblica potabili politiche e provvedimenti che in tempi normali non lo sarebbero.

Nello Musumeci ministro
Nello Musumeci (di DADO2018 – Opera propria da Wikipedia)

C’è solo da sperare perciò che lo stato d’emergenza non serva a coprire qualche nuova, infame misura volta a rendere la vita più difficile ai migranti che arrivano in Italia. Sarà bene vigilare, dunque, ma con la consapevolezza che comunque i tempi e i modi in cui questo singolare stato d’emergenza antibarconi è stato apparecchiato in tavola agli italiani ha un fortissimo, e sgradevole, lezzo di propaganda. Un ennesimo specchietto per le allodole per coprire politiche che non ci sono o, quando ci sono, sono sbagliate.

Un po’ come le “severissime” misure che erano state annunciate contro i giovani che imbrattano simbolicamente i monumenti per richiamare l’attenzione sui problemi ambientali.

Qualche consigliere giuridico deve aver fatto presente alla presidenza del Consiglio che non c’era materia per modifiche del codice penale e così il Consiglio dei Ministri ha decretato ieri che gli imbrattatori se la caveranno con forti ammende pecunarie. Che non pagheranno perché in genere si tratta di ragazzi senza redditi. Propaganda, anche questa. Più semplice che dare qualche concretezza alle dichiarazioni platoniche sulla difesa del pianeta.