“State sereni”:
ora Renzi sta avvertendo tutti noi

E’ stata una piccola illusione. Niente di grandioso, come “L’avvenire di un’illusione” (1927) di Sigmund Freud, dove il fondatore della psicoanalisi interpretava la religione come «l’incarnazione dei più antichi, forti e profondi desideri del genere umano». La mia illusione, piccola piccola, era solo dettata dalla speranza di avere trovato qualcuno capace di innovare e scuotere dal torpore l’area progressista (qualsiasi cosa voglia dire). Matteo Renzi sembrava “incarnare” tutto questo. Giovane, veloce, abile con la parola, certo un po’ spregiudicato, ma in politica va bene così.

enrico-letta-renzi-apeQualche amico, più pratico di politica, mi aveva avvisato, ma io lo avevo perdonato anche quando aveva detto ad Enrico Lettastai sereno”, per poi licenziarlo, mandarlo in esilio a Parigi e prendere il suo posto come Presidente del Consiglio. Lo avevo seguito –ostinatamente- anche quando è andato a schiantarsi nella sua marcia travolgente verso il mega referendum che avrebbe dovuto riformare/rivoluzionare/semplificare il sistema politico italiano. Aveva promesso, se sconfitto, di abbandonare la politica e invece ha innescato una scissione dal suo partito, fondando Italia Viva, anche se aveva scelto lui tutti i parlamentari del Pd da eleggere in Parlamento.

Il riavvicinamento alla destra

E adesso? Nel momento che si deve approvare al Senato il ddl Zan, per inasprire le pene per i reati di omofobia e che aveva già approvato alla Camera, che cosa fa? Se ne va in Arabia Saudita. Certo, è amico di Bin Salman, principe molto generoso, anche se sospettato di essere il mandante dell’omicidio del giornalista Jamal Khashoggi. Matteo Renzi, però, è un senatore della Repubblica italiana e perché, l’altro giorno, non era al suo posto di lavoro? “Avevo preso questi impegni da molto tempo”, dice serafico, e gli impegni come le promesse, si sa, vanno rispettati. E così il ddl Zan, al Senato è stato bocciato, con voto segreto e grazie a un nugolo di “franchi tiratori”, tra gli applausi di scherno della destra. Renzi, si sa, è veloce con la parola e il giorno dopo ha detto chiaramente e spudoratamente che la “colpa” del fallimento del ddl Zan è del Pd.

Come sempre, quando non ha ragione, non ha tutti i torti. Probabilmente la gestione parlamentare del ddl è stata approssimativaMatteo Renzi in Arabia e forse addirittura “arrogante”, ma bastava – senza troppi arzigogoli – che chi lo aveva votato alla Camera lo avesse votato anche al Senato e poi si poteva ragionare con calma su come migliorarlo, perché “nessuno è perfetto”. E invece no. Certo, una gita a Riad non si nega a nessuno e pazienza se l’omofobia in Italia sia ancora trattata come un reato qualunque, ma come spiega, Matteo Renzi, le future alleanze con il “governatore” della Sicilia Miccichè? si sta apparecchiando per un suo (ri)avvicinamento al centro destra? sta sussurrando all’orecchio di qualcuno in previsione della elezione del nuovo Presidente della Repubblica? Intanto ha sussurrato a tutti noi: “state sereni”.