Sport Heroes, una piazza virtuale
per quegli eroi dal volto umano

Tutto ha avuto inizio in un piccolo teatro indipendente, una sessantina di posti a sedere, il Teatro Primo di Villa San Giovanni, Reggio Calabria. Una cosa tra amici, in una periferia che spesso non è solo geografica: una dimensione raccolta, che significa appartenenza e condivisione. Giusva Branca, per anni giornalista sportivo in testate importanti, avvocato penalista, scrittore, partendo proprio dalla città che domina lo stretto, ha inteso restituire qualcosa allo sport nella sua dimensione etica ed epica. Ha ideato, quindi, Sport heroes, uno spettacolo in cui la sua voce narrante e la sua presenza fisica sul palco riportano alle imprese che hanno fatto amare i nostri eroi sportivi nelle diverse discipline.

Da sessanta spettatori a migliaia

Nato nella scorsa primavera come esigenza soprattutto di tipo pratico, la sua finalità era partire dal teatro per arrivare nelle scuole, nelle piazze, nelle associazioni e attività sportive. Poi il Covid-19 ha fatto cambiare modalità, ma non direzione. Dal palcoscenico si è passati alla piazza virtuale, attraverso Youtube, i social e Reggio TV. Quei 60 spettatori a spettacolo sono diventati migliaia e i racconti di Giusva Branca adesso entrano nelle case di tutti. Una forma di resistenza imposta dai tempi, a dimostrazione di come la cultura possa superare ostacoli contingenti e continuare a farsi banditrice di valori alti.

Gli eroi di Giusva hanno un volto umano. Di loro narra le prodezze, la bravura, i successi, ma anche le sconfitte, i piccoli grandi compromessi, quei retroscena che ne offuscano l’immagine e solo il tempo consente di restituirli nella loro interezza. La parte umana è quella che maggiormente li avvicina al nostro sentire e, benché si possa rischiare l’emulazione, vale la pena farla risaltare, perché, in fondo, ognuno di noi, nel quotidiano, è protagonista di azioni valorose e pure meno nobili.

Un palco, una sedia, un lume

Si continua a registrare le puntate a teatro: sul palco, una sedia o un salottino, a seconda che ci siano degli ospiti, un tavolinetto, un lume, in penombra, un grammofono, pochi accorgimenti e l’atmosfera è fatta. Giusva, avendo praticato le aule dei tribunali e le arringhe, sa come usare voce e presenza fisica, conosce i mezzi, essendo giornalista, capisce come stimolare l’emotività. Sa bene che gli eroi sportivi spesso solo tali perché ci rimandano alla nostra giovinezza, ai tempi in cui si faceva la raccolta delle figurine, si attaccavano le loro foto sulle pareti di casa, si andava al campo sportivo per assistere alle partite della squadra locale, mentre si teneva incollata all’orecchio la radiolina per seguire quelle di serie A.

Ovviamente, non parla solo di calcio, passa in rassegna i campioni di tutte le altre discipline e, mentre lo fa, rimbalzano davanti agli occhi gli scenari politici e sociali di un’Italia e di un mondo ormai andato. Si tratta di un’operazione, quindi, anche per questo meritoria: nell’esaltare il valore indiscutibile dello sport, prova a indicare come esso si sia modificato, a volte in peggio, purtroppo, e come la sua evoluzione corra insieme a quella della società. I mali di quest’ultima, infatti, possono diventare i mali dello sport; parlarne con la giusta enfasi, senza perdere di vista ciò che l’enfasi non merita, restituisce uno spaccato realistico dei due mondi, così intrecciati tra loro.

Il progetto di Giusva Branca è stato apprezzato anche dal Coni, con il quale potrebbe firmare un protocollo; inoltre, da teatro di narrazione si pensa di passare a veri e propri copioni, con attori professionisti, e di portarlo ovunque, dentro e fuori le sale. Lo sport divide le opposte tifoserie, ma sa anche unire chi lo pratica e lo segue nei suoi valori più autentici, che sono eterni. Può essere occasione di riscatto sociale per il singolo e per la comunità. E lo dimostra proprio Sport heroes, ideato da chi è stato Presidente della Viola Basket (serie A) e capo ufficio stampa e direttore generale della Reggina Calcio (serie A, B e C): con la propria squadra nel cuore, la Reggina, Branca vuole fare memoria, traferendo il testimone alle nuove generazioni.