Trenta casi di trombosi
su milioni di immunizzati
Perchè il blocco
ad AstraZeneca?

Italia, Germania, Francia, Spagna sospendono le vaccinazioni con AstraZeneca in via precauzionale e temporanea. Dopo Danimarca, Islanda, Norvegia, Olanda, Bulgaria e nonostante venerdì scorso una portavoce dell’Oms avesse detto che non c’era motivo per misure di questo genere, lunedì pomeriggio è arrivata la notizia. La decisione dell’Aifa, Agenzia del farmaco nazionale, è stata assunta dopo un colloquio tra Mario Draghi e il Ministro della salute Roberto Speranza. Durante la giornata Speranza aveva parlato con i ministri della salute di Germania, Francia e Spagna. Una strategia concordata, dunque, in attesa delle decisioni di Ema, l’Agenzia europea dei farmaci.

In Germania la decisione è stata suggerita dal Paul Ehrlich Institut, istituto tedesco per i vaccini, dopo che i suoi ricercatori hanno notato negli ultimissimi giorni un aumento di casi di “una particolare e molto rara trombosi venosa cerebrale in connessione con una carenza di piastrine e sanguinamento” avvenuti poco tempo dopo la vaccinazione con AstraZeneca.

Trenta casi su 5 milioni di dosi

Secondo i dati raccolti dall’Ema, che sta conducendo una revisione dopo i casi segnalati la settimana passata, in Europa si sono vaccinate circa 5 milioni di persone con AstraZeneca e trenta sono quelle che, dopo la somministrazione del vaccino, hanno avuto un evento tromboembolico. Una percentuale bassa. Il problema però è capire se c’è un nesso causale tra questi due eventi. Come ha detto Phil Bryan, che si occupa della sicurezza dei vaccini per la Mhra, l’agenzia regolatoria dei farmaci del Regno Unito:, “Stiamo controllando, ma dato il gran numero di dosi somministrate e la frequenza con cui questi eventi possono accadere naturalmente, i dati non suggeriscono che il vaccino sia la causa”.

In sostanza, durante una campagna vaccinale che probabilmente è la più grande della storia e nella quale verranno raggiunte moltissime persone, è probabile che un certo numero di esse moriranno o avranno manifestazioni cliniche a breve distanza dalla somministrazione del vaccino anche se questi eventi non sono provocati dal vaccino. Il compito delle Agenzie è quindi cercare di stabilire se alcuni casi si manifestano nelle persone vaccinate più frequentemente di quanto si manifestino in persone non vaccinate.

I rischi all’esame di Ema e Aifa

La valutazione del rischio dunque va fatta. E in effetti sia Ema che Aifa stanno lavorando a questo scopo, anche se la responsabilità del vaccino fino a poche ore fa sembrava remota: proprio l’Ema ha dichiarato recentemente che non sembra si sia registrato un aumento dell’incidenza della trombosi tra la popolazione e che i benefici del vaccino continuano ad essere superiori ai rischi. C’è poi l’esperienza dell’Inghilterra. Il Regno Unito è a oggi il paese che ha somministrato il maggior numero di dosi del vaccino AstraZeneca: più di 11 milioni. A fronte di questo dato, l’Mhra sostiene che il numero di trombosi registrato dall’inizio della campagna vaccinale ad oggi non è più alto del numero che sarebbe occorso naturalmente.

Nello stesso tempo, gli inglesi segnalano anche che l’effetto combinato dei vaccini (26 milioni di prime dosi tra AstraZeneca e Pfizer) e delle chiusure ha portato a un calo notevole del numero di contagi, che si sono ridotti a 5000 al giorno su quasi un milione di test effettuati, e dei morti, 64 al giorno, nel resoconto del 15 marzo.

I vaccini funzionano, come del resto avevano dimostrato anche i risultati presentati qualche tempo fa da Israele dove 87 persone su cento hanno già ricevuto la loro dose. E come dimostrano anche i recenti dati dell’Istituto Superiore di Sanità secondo cui a partire dalla seconda metà di gennaio si osserva un trend in diminuzione del numero di casi negli operatori sanitari e negli ultra ottantenni “verosimilmente ascrivibile alla campagna di vaccinazione in corso”.

Vaccini e fake news

In ogni caso, i vaccini vanno valutati costantemente, anche dopo la loro autorizzazione. L’efficacia e gli effetti collaterali individuati precedentemente, infatti, non dicono tutto: nelle sperimentazioni cliniche vengono coinvolte popolazioni selezionate benché numerose, mentre quando si vaccina la popolazione generale si trovano persone molto diverse tra loro che presentano spesso altre patologie. I risultati possono essere diversi. Inoltre, tutti i vaccini contro Covid 19 sono stati approvati per “emergency use”, in tempo di guerra, e questo comporta che ci debba essere una più attenta indagine sui loro effetti sul campo. La valutazione del rischio però ha i suoi tempi e non si può pensare di avere una risposta in poche ore. Quindi, alcuni governi europei, compreso il nostro, hanno deciso di aspettare per essere ragionevolmente certi.

Foto di torstensimon da Pixabay

Ora però la campagna diventa più complicata. A peggiorare la situazione ci si mette anche l’infodemia: poche ore prima della notizia della sospensione, era girato un falso comunicato dell’Aifa in cui si vietava l’utilizzo di diversi lotti del vaccino AstraZeneca e anche falsi sms con cui veniva pubblicizzato un servizio di prenotazione del vaccino fasullo. L’Aifa e il ministero dell’interno hanno dovuto smentire la notizia, ricordando che le uniche fonti ufficiali sono quelle governative.
Insomma, ci aspettano settimane difficili, basterà il piglio militare del generale Figliuolo per rimettere la barra dritta?