Sito antimafia oscurato
Ma premiato al Senato

“Fumus diffamazione”: con questa incredibile motivazione sono stati sequestrati e oscurati dalla polizia postale di Bari gli articoli sull’intreccio tra mafia, politiche e imprese pubblicati sul web dalla giornalista Marilù Mastrogiovanni. Si tratta di quegli stessi articoli per i quali la giornalista pugliese oggi verrà premiata al Senato alla presenza del Presidente Grasso.

Non è solo paradossale. È gravissimo. La Costituzione è molto molto chiara: “La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure”.

Così appare la pagina sotto sequestro del Tacco d’Italia

L’art. 21, dedicato alla libertà di stampa, specifica che “si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria nel caso di delitti per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi”, cioè soltanto in pochissimi e ben definiti casi, fra i quali non rientra la diffamazione a mezzo stampa, come la Federazione della Stampa e l’Associazione Stampa di Puglia hanno immediatamente contestato, appellandosi al ministro della Giustizia Andrea Orlando.

I giornalisti sono perseguitati dalle querele temerarie, cioè dai tentativi di fermare inchieste e articoli “scomodi” con richieste di risarcimenti a molti zeri (non c’è una legge che frena queste condotte che limitano di fatto la libertà di stampa): mai finora si era però arrivati alla censura preventiva per “fumus” di diffamazione, senza che nessun giudice l’abbia accertata in un processo.

Il sito che è stato oscurato in ben due pagine è “Il tacco d’Italia” – diretto appunto da Mastrogiovanni – testata che racconta il malaffare e la malapolitica del leccese, e che per questo motivo è stato tante volte attaccato, minacciato, querelato. E, su opposta sponda, premiato: l’anno scorso il premio intitolato a Piersanti Mattarella, e prima il premio Borsellino (entrambi consegnati a Mastrogiovanni e ad altri 6 giornalisti minacciati dalle mafie per un’opera collettiva di denuncia), e prima ancora quello della Fnsi per le inchieste sulle mafie… Un elenco lungo di riconoscimenti per il lavoro “di frontiera”.

Oggi, invece, a palazzo Madama a Marilù Mastrogiovanni verrà consegnato il premio intitolato a Franco Giustolisi – il primo giornalista a aprire e denunciare l’armadio della vergogna sulle stragi nazifasciste: un premio senza l’oggetto da premiare visto che le inchieste del “Tacco d’Italia” sugli appalti nella raccolta di rifiuti nel Salento sono stati oscurati dal gip del Tribunale di Lecce su richiesta della Procura.

“Quello della Procura e del Tribunale di Lecce – scrive il sindacato dei giornalisti – è un grave attacco alla libertà di stampa e all’articolo 21 della Costituzione, sul quale è auspicabile l’intervento del ministro della Giustizia, nelle forme e nei modi previsti dalla legge, perché si tratta di un provvedimento che riporta l’Italia ai tempi bui del regime fascista”.