“Siedimi accanto”, rivoluzione gentile con l’arma fragile della poesia

[[ Aspettano qualcosa, aspettano / lo strappo. L’hanno immaginato mille volte, / mille volte. / Parte dal guinzaglio o dalla bocca del cane / che lo morde, parte dalla fretta del passaggio. / Si apre piano prima, poi divora i giorni ]]

Esiste un sottile confine tra il diritto del ricordo e la possibilità di una fuga, per quanto dolorosa. E’ questo uno dei tratti caratteristici di “Estate corsara” di Alessandra Corbetta che ripercorre in chiave poetica i margini di un distacco affettivo. Il distacco si ripropone in una serie di oggetti ed eventi, come nella migliore poesia lombarda del secondo Novecento, che sembra trascinare solidamente anche l’autrice. Il testo inizia con un esergo di Umberto Fiori e alcune strofe di una canzone dei Baustelle, gruppo milanese da sempre molto vicino alla poesia, (si vedano ad esempio le collaborazioni con Francesca Genti o Antonio Riccardi).

Ma i tramiti del distacco non hanno solamente contorni idilliaci. Nel testo velocemente affiorano disomogeneità psicologiche, incrinature che si insinuano all’interno di qualsiasi rapporto nel quale tanto si è dato ma in cui inevitabilmente tanto finisce per rompersi. Lo dice chiaramente l’autrice, c’è un prima e c’è un dopo e perché quel dopo rimanga solamente nei confini “sani” dell’allontanamento e del dispiacere per qualcosa di importante che è si è concluso, è necessario che un processo di elaborazione, anche lento, sia sostenuto.

L’alternativa è la violenza

[[ Lui sa come aprire crepe nerissime / nello scarto tra un anno e l’altro / chiedere a che ora si fa mercato / conservare spolpata la mela nel piatto, ma / sta per giungere il peso dell’equivalenza / il toccarsi di un momento / fatto a multipli di setta da contare all’indietro / come i salti nel prato o quelle cose da poco / tutte però a perdifiato. ]]

L’alternativa è la violenza, violenza reale che la cronaca ci riconsegna nella freddezza dei numeri ma che significa secondo i dati Istat che il 31,5 % delle 16-70enni (6 milioni 788 mila) ha subito nel corso della propria vita qualche forma di violenza fisica o sessuale. Le donne subiscono minacce (12,3 %), sono spintonate o strattonate (11,5 %), sono oggetto di schiaffi, calci, pugni e morsi (7,3 %). Altre volte sono colpite con oggetti, altre volte vengono uccise, un caso ogni tre giorni nel 2021 in Italia con una tendenza in netto aumento e spinta spesso proprio dai rapporti coi partner o con gli ex. Una efferatezza nei rapporti di coppia figlia anche della disarmonia sociale degli ultimi anni, incattivita dalla clausura e da processi collettivi sempre più lontani da una forma di sostegno reciproco. La compensazione virtuale non riempe il vuoto privato dell’abbandono.

[[ Se la fine è questo andare via violento / siedimi accanto per l’ultimo attimo / dei giorni insieme, ché di chiedere tempo / non è più tempo e il gioco del “Ti ricordi?”/ è già sulle bocche di altri, in altri corpi. // I vivi è chi resta a contare gli anni / indietro e avanti – i morti invece vanno, / hanno già in mano un nuovo biglietto / senza nome e cognome, senza orario. ]]

“Siedimi accanto”

Alessandra Corbetta propone una cerimonia funebre che non ha i contorni della cattività ma si prefigge, al contrario, un possibile distacco non cruento per quanto traumatico. Il dialogo necessariamente reale come in questo testo è l’unica arma che abbiamo per risolvere (anche in senso lato) ogni tipo di rapporto, non solo affettivo. L’espressione “siedimi accanto” impone la possibilità di guardarsi negli occhi ed essere veri, impone uno sforzo enorme per questi nostri tempi, il non essere doppi, subdoli, arrivisti, calcolatori, impegnati nel proprio tornaconto fino agli eccessi della violenza. E’ una rivoluzione gentile quella proposta da Corbetta che avviene proprio con lo strumento fragile della poesia, ma che con estremo rigore viene posta davanti agli occhi di tutti, come modello di mille altri rapporti incrinati e storture che ogni giorno si vivono e che vanno vissute solo nel giusto confine dato al ricordo di qualcosa che non esiste più e che non potrà mai  ritornare.

 

 

 

Alessandra Corbetta

Estate corsara

puntoacapo Editore 2022.