“Siamo pensionati,
non bancomat”
in piazza a Roma

Vivere, si fa per dire, con un assegno medio mensile di 495 euro. Meno di mille, se si è più “fortunati”. Zigzagare quotidianamente tra le macerie delle nostre città. Affidarsi al destino dei tempi biblici della sanità incerottata. Essere non autosufficienti in un Paese impreparato e con le forbici nella mano destra. Fare i nonni a tempo pieno e contemporaneamente i genitori di figli grandicelli ma ancora bisognosi di paghetta. Tacciati di essere avari e insensibili verso le nuove generazioni. Disegnati come cartonati davanti ai lavori in corso o seduti ai giardinetti a far ingrassare i piccioni. I pensionati in Italia non se la passano affatto bene. Le tante primavere sulle spalle si sono trasformate in inverni rigidissimi. Ma il cappotto è quello buono, già utilizzato in tempi bui e pronto per essere rispolverato per una stagione glaciale come questa.

Manifestazione nazionale #FuturoalLavoro a Roma, 9 febbraio 2019.

E allora, aspettando l’agognato raggio di sole, oggi si ritroveranno a piazza San Giovanni in tantissimi. E motivatissimi. Una manifestazione, la prima dopo quindici anni a tenersi nello storico punto di ritrovo del movimento sindacale, che si preannuncia molto partecipata con centinaia di pullman e di treni in arrivo da tutta Italia, segno tangibile del sentimento di insofferenza e di insoddisfazione nei confronti di un governo che non ha fatto nulla per migliorare la condizione di vita di sedici milioni di suoi cittadini. “Ci hanno scambiati per un bancomat”, ripetono. Calcolatrice alla mano: per un assegno lordo molto basso, di 1.500 euro al mese, la perdita economica è pari a circa 7.200 euro, nel periodo 2012-2019. Cifra che sale, ovviamente, fino ad arrivare a ben 20 mila euro in meno incassati negli ultimi dieci anni da chi ha un assegno lordo di 3.500 euro mensili.

Un motivo in più – dicono in coro i tre segretari generali di Spi, Fnp e Uilp, Ivan Pedretti, Gigi Bonfanti e Carmelo Barbagallo – per esserci e farsi sentire (chi non riesce a starci fisicamente può seguire la diretta a partire dalle 10:30 su www.radioarticolo1.it). Nel mirino c’è l’attuale governo, responsabile, secondo le organizzazioni, di avere tagliato ulteriormente la rivalutazione e di avere previsto un corposo conguaglio che i pensionati dovranno restituire nei prossimi mesi. “La tanto sbandierata pensione di cittadinanza invece – spiegano – finirà per riguardare un numero molto limitato di persone e non basterà ad affrontare il tema della povertà”. Nulla è stato previsto inoltre sul fronte delle tasse, che i pensionati pagano in misura maggiore rispetto ai lavoratori dipendenti, e tanto meno sulla sanità, sull’assistenza e sulla non autosufficienza, temi di straordinaria rilevanza per la vita delle persone anziane e delle loro famiglie e che necessiterebbero quindi di interventi e di risorse. L’unica misura messa in campo, denunciano i sindacati, è stata quella del taglio della rivalutazione, che partirà dal primo aprile e a cui si aggiungerà un corposo conguaglio che i pensionati dovranno restituire nei prossimi mesi.

Insomma, una manifestazione piena di contenuti quella di oggi. Il giusto preludio per festeggiare degnamente la festa della Repubblica di domani. E un sogno: il 2 giugno come sarebbe bello veder sfilare, al posto dei soliti soldati in alta uniforme o tuta mimetica, i giovani disoccupati insieme ai pensionati quali rappresentanti del popolo italiano in sofferenza. E soprattutto vedere le istituzioni mettersi sull’attenti davanti a loro passaggio.

Stefano Milani, RadioArticolo1
https://www.radioarticolo1.it/audio/2019/05/8/40442/dateci-retta