Se l’uomo (e non “Iddu”) rischia
di distruggere lo splendore di Stromboli

Un’isola verdeggiante con i suoi alberi di dolcissimi fichi che crescono spontanei, bouganville dai colori variegati e gelsomini selvatici che durante la notte sprigionano un profumo inebriante. È Stromboli, l’isola che spicca con la sua forma conica, poggiata su un mare azzurro, sovrastata da Iddu, il vulcano che erutta ma non devasta e che gli strombolani non temono.

Quello che piuttosto, ancora una volta bisogna temere è l’azione dell’uomo! È accaduto in questi giorni durante le riprese di una fiction per la Rai. Un falò, a quanto sembra, sfuggito a una più sapiente gestione si è trasformato in un incendio e, ben presto, ha incenerito la vegetazione rigogliosa e selvatica che ricopre i fianchi della montagna mettendo in pericolo persino le tipiche casette bianche disseminate lungo i percorsi.

Ancora una volta la mancanza di cura e la superficialità degli uomini si impone con arroganza e senza rispetto per il territorio, rispetto che dovrebbe esserci sempre e soprattutto quando si viene “ospitati”. Quello che è accaduto a Stromboli è un fatto grave e altrettanto grave è che se ne parli poco, che notiziari e giornali diano scarsissima rilevanza al fatto. Fermandosi solo alla spettacolarità dell’evento.

Succede dunque che ormai siamo abituati agli abusi e ai maltrattamenti senza reagire?
Fatti come questo colpiscono il cuore della gente, offendono l’intelligenza, il buon senso, la coerenza.

Vedere bruciare l’isola di Stromboli dalle immagini che “girano” sui social, per chi la conosce anche solo per esserci andato un giorno, per chi ha scalato il vulcano, per chi ha nuotato nel suo mare, per chi ha costeggiato con gommoni e imbarcazioni le sue insenature e si è avvicinato al faro di Strombolicchio, lì dove il mare è più blu, vedere le immagini di un territorio verdeggiante e rigoglioso ridotto letteralmente in cenere è dolore, è rabbia, emozioni che non possono non essere espresse e condivise da tutti perché Stromboli – come tante altre cose – appartiene a tutti noi in quanto bellezza, natura e dono.

Ci si chiede il perché dell’assenteismo di informazione, a chi serve e a cosa serve, si cominciano a fare congetture. Ma questo sarà verificato nelle sedi competenti, ciò che è importante sottolineare è che quanto è accaduto nell’isola di Stromboli e all’isola di Stromboli è un segnale inquietante del nostro tempo, il segnale di un maltrattamento che non risparmia nessuno, un’attitudine all’oltraggio che si perpetra continuamento e senza risarcimento.

Un pensiero e un abbraccio di solidarietà va alla gente di Stromboli, a tutte quelle persone che hanno visto rovinosamente distrutta la loro terra, gente coraggiosa e schiva abituata a fronteggiare le esplosioni vulcaniche, ma che in questi giorni è riuscita a fronteggiare il fuoco dell’uomo.

Quello che il Vulcano non è riuscito a distruggere nel rispetto dello equilibrio tra la natura e l’uomo, lo ha fatto la mano dell’uomo. Ospitato e accolto in una terra verso la quale avrebbe dovuto avere rispetto e gratitudine invece di danneggiarla fin nel profondo.