Sara e il mistero di Biancaneve
nell’ultimo volo narrato da De Giovanni

Napoli e dintorni. Novembre 2019 (e primavera 1993). Il 57enne comandante Stefano Tomassi sta pilotando un volo privato da Napoli a Olbia, quella sera dovrebbe rivedere la 38enne Maria proprio in Costa Smeralda, lei è proprietaria di un ristorante tipico, questa volta forse è proprio amore. Prima un motore, poi un altro, il piccolo aereo non risponde più, si inabissa circa quattro chilometri al largo delle Pontine, nel Tirreno più profondo.

A bordo c’era Pierfelice Ribaudo, uno dei più noti imprenditori del divertimento del paese, ricco sfondato, collezionista d’arte e inveterato playboy, con interessi nella motonautica e nell’alta moda, famoso per l’inclinazione a dirne quattro alla politica e alle istituzioni, nemico giurato di ambientalisti, sovrintendenze e piani regolatori. La notizia è clamorosa ma niente fa pensare a un crimine. Anche dopo i primi rilievi sembra che sia un incidente, in caso contrario solo lui poteva essere la vittima di un attentato. A bordo c’erano pochi altri passeggeri di nessun rilievo.

aereo

Quando il cieco ipersensibile ultrasettantenne Andrea Catapano “guarda” il telegiornale, intercetta per caso un’immagine che lo riporta all’inizio del 1993, quando si occupava di intercettazioni in una riservata unità dei Servizi, collega affiatato della Mora riservata appartata Sara Morozzi e della Bionda esuberante appariscente Teresa Pandolfi, sotto la guida dell’amato Massimiliano Tamburi, che proprio in quelle settimane stava capendo di poter iniziare una storia d’amore con Sara. Prima Andrea, poi Sara (in pensione) e Teresa (ancora in servizio, ora è lei la capa) riconoscono Biancaneve, una segretaria coinvolta in segreti e traffici, sulla quale dovettero smettere di indagare. Era su quell’aereo: se qualcuno avesse voluto uccidere lei? L’indagine avrà proprio bisogno dell’aiuto della fotoreporter Viola e dell’ispettore Pardo.

Consolida il successo la nuova interessante serie di Maurizio de Giovanni (Napoli, 1958), letteratura noir (finora un racconto lungo e cinque romanzi 2018-2022) che tra circa un anno diventerà anche un’attesa serie televisiva Netflix (Palomar). Sara risolve sempre insieme tristi intrighi e controversi dilemmi, sia antichi che contemporanei, ancora nella stessa città metropolitana del tifosissimo autore. Mora era una brillante graduata della Polizia di Stato, sposata con prole, prima di entrare nella sede napoletana dell’unità speciale che veglia sulla sicurezza nazionale e poi di innamorarsi del bravo leale democratico Capo, Massimiliano, più vecchio di 23 anni, intensamente ricambiata (l’amore inizia durante la vicenda di questo bel romanzo). Per lui aveva abbandonato un marito fedele e un pargolo piccolo, conducendo con fermezza e coerenza un’altra esistenza in coppia, nel lavoro e fuori, finché si era ammalato. Sara quindi aveva lasciato tutto, ritirata a invisibile vita privata per assisterlo. Da qualche anno sono morti Massi, 76enne e il figlio Giorgio. Lei, “vedova” e nonna, ha ormai da un po’ superato i 55 anni, si è nascosta da tutto e tutti, donna socialmente “invisibile” (di spalle in copertina), pur colta e vivace (mantiene segretamente il meticoloso archivio), riservata e sostanziosa.

Il volo del titolo scoperchia misteri nazionali. La narrazione è in terza persona e punta in prevalenza su Sara, filo conduttore di tante esistenze. Quattro inserti in corsivo sul 1993. E una storia nella storia: il chirurgo Nicolaj Popov (riapparso nell’avventura precedente) chiede a Sara (con la quale c’è un’intensa intesa di sensazioni) di sapere che fine ha fatto la magnifica amata dottoressa Ana Florescu (un tempo complice); scoprirlo attiva prospettive. Rosso con pizza ricotta e friarielli. In corsivo Duran Duran, correndo Janis Joplin. In fondo una galleria biografica dei nove principali personaggi della serie, vivi e morti.

 

Maurizio de Giovanni

In volo per Sara

Rizzoli 2022

Pag. 269 euro 19