San Giovanni, una piazza di libertà, una piazza che parla a tutto il Paese

“Questa è una piazza che parla a tutto il Paese”, dice Maurizio Landini guardando l’immensa distesa di bandiere che dilaga oltre la piazza. Bandiere di tutti i colori dell’antifascismo, bandiere di tutti i luoghi d’Italia, bandiere di tutte le categorie del lavoro e dell’associazionismo. Quella di piazza San Giovanni è stata una manifestazione come non se ne vedevano da tempo: bella, composta, dignitosa, coraggiosa, ferma.

C’era gente – tanta gente e tantissimi giovani – che ha voluto esprimere un sentimento unitario: difendere la democrazia e la libertà minacciate dall’assalto fascista alla sede della Cgil per difendere il lavoro e la dignità del lavoro. Non c’era rabbia, ma la fermezza necessaria per tenere alti i valori della Resistenza sui quali è nata, dopo il ventennio fascista, la nostra democrazia e per chiedere che siano sciolte le forze neofasciste come prevede la Costituzione.

Una piazza per tutti. Una piazza di libertà. Una piazza che ha portato un po’ di luce dopo il buio delle minacce, delle spranghe, dei simboli dell’odio. Da San Giovanni arriva, sulle note di Bella ciao, grazie alla mobilitazione unitaria dei sindacati, un messaggio chiaro di serenità: tutti insieme, uniti e solidali, possiamo dare un futuro al Paese e impedire che diventi di nuovo il terreno di scontro per le forze oscure che hanno già ferito più volte la nostra storia. Insieme per tenere alto il fiore del partigiano. Insieme per difendere la forza della democrazia. Insieme per la centralità del lavoro.