Roma, lo slalom difficile
di Gualtieri per curare
lo strabismo della città

L’incognita a due cifre è costituita dagli indecisi, molto al di sopra del 30 per cento degli aventi diritto. Nicola Zingaretti e Enrico Letta, negli ultimi due incontri alla festa de l’Unità di Bologna, hanno detto all’unisono: “Mettiamoci in testa che il centro-sinistra, se è capace di coalizzare, può vincere. Non è scontato che la destra sia maggioritaria”. L’appello non era in diretta relazione con la competizione per le amministrative, ma certo i sondaggi nelle grandi città al voto danno loro motivo di sperare.

Le speranze di Gualtieri

A Roma, dove la destra con Michetti ha sbagliato candidato, Roberto Gualtieri ha acquistato in sicurezza e maggiore scioltezza anche grazie alla sua buona capacità di ascolto. Ha capito, per esempio, che nell’elettorato romano del PD la ferità inferta dalla defenestrazione di Ignazio Marino ancora brucia e ha in più di una occasione sottolineato che fu un errore interrompere il lavoro di una giunta che stava operando bene.

Ma è difficile dire, in una campagna elettorale breve, a ridosso dell’estate, con la pandemia COVID che ci ha chiuso nel “particulare” delle nostre mura casalinghe e che sconsiglia di creare le tradizionali occasioni di incontro nei caseggiati, cosa deciderà alla fine il gran numero degli indecisi.

Un elettorato strabico

Tanto più che l’elettorato di centrosinistra è strabico. Da una parte i benpensanti dei quartieri ricchi, dove è palpabile l’insofferenza per una classe dirigente da molti anni non all’altezza di Roma. Calenda in questi quartieri toglie voti allo schieramento di centro sinistra e a quello di centro destra. Dall’altra l’immensa realtà dei quartieri popolari, nei quali l’unica riforma recente che ha avuto un qualche effetto sulla vita concreta delle persone è il reddito di cittadinanza. E questo spiega, al di là della pessima performance di Virginia Raggi in Campidoglio, la tenuta del Movimento 5 Stelle.

Da una parte residenti che la notte vogliono dormire, dall’altra giovani ai quali la città non offre spazi non solo di divertimento, ma anche di creatività e di costruzione di prospettive future.

Il progetto di Caudo con Roma Futura

Giovanni Caudo, che è stato un ottimo assessore all’urbanistica con Ignazio Marino e che ora governa il Terzo Municipio, mette in campo, con la lista Roma Futura, la parola governare per curare lo strabismo della città, e prosegue in un lavoro di lunga lena per mettere in relazione le esigenze anche contraddittorie espresse dai cittadini e le istituzioni che governano il territorio. Ma è uno slalom difficile l’esercizio di portare innovazione e facce nuove in una coalizione sulla quale premono interessi da lungo tempo costituitisi in gruppi di potere.

Sono tante le micce sociali innescate: gli esuberi all’Ita, ex Alitalia. Le serrande degli esercizi commerciali abbassate dall’emergenza COVID che non riapriranno.

La botta ricevuta da Roma con la crisi pandemica per l’improvviso interrompersi del flusso di turismo mordi e fuggi è stata gigantesca. La capitale avrebbe bisogno di una straordinaria visione per rilanciare il suo ruolo e la sua capacità di attrazione come centro mondiale della cultura, ma la discussione – a cominciare dalla vecchia idea rispolverata da Calenda di un museo unico alla Louvre – non suscita né entusiasmi né aspettative.

A poco più di venti giorni dal voto è difficile dire dove condurranno i flussi sotterranei che percorrono la città.