Riecco le promesse a numeri tondi, ma B inciampa sugli alberi

In principio era il milione di posti di lavoro. Poi meno tasse per tutti. In seguito la genesi di Berlusconi arrivò a vette fantastiche con le dentiere gratis e a profondità dolorose e ciniche con la sconfitta del cancro nell’arco di una legislatura. Ci furono anche un paio di “contratti con gli italiani”. Le favole si conclusero (momentaneamente) causa condanna definitiva nel 2013 a 4 anni di reclusione, 5 anni di interdizione dai pubblici uffici, 3 anni di interdizione dagli uffici direttivi, ineleggibilità. Poi ripresero.

Scontata agevolmente la pena con l’affidamento ai servizi sociali torna il vecchio leader, non proprio mondato di ogni pendenza (ha tre procedimenti aperti in fase istruttoria), coi suoi numeri tondi da battaglia elettorale spinto anche dalla concreta possibilità di diventare presidente del Senato: almeno mille euro di pensione minima a tutti e la piantumazione di un milione di alberi l’anno. Le pensioni minime a mille, prima in lire poi in euro, sono ricorrenti nell’immaginifica narrazione berlusconiana e quello attuale è il terzo annuncio fotocopia in oltre vent’anni. Secondo Open la misura costerebbe 18 miliardi all’anno e il proponente, com’è nel suo stile, non ha detto dove trovare le coperture.

La semplificazione della transizione ecologica

Gli alberi, invece, sono i nuovi arrivati e con tutta evidenza dovrebbero intercettare l’aumentata sensibilità ambientale della società. In pratica la semplificazione massima del principio, un po’ complicato, della transizione ecologica.

Ma qui lo spin doctor di Berlusconi ha sbagliato lo scenario perché la realtà supera di molto la fantasia berlusconiana: un milione di alberi sono meno del minimo sindacale per un paese come l’Italia, dove ogni anno bruciano tra i 150 e i 200 mila ettari di boschi. Nel PNRR sono previsti 330 milioni per piantare 6,6 milioni di alberi nelle14 città metropolitane: 1,65 milioni di piante entro l’anno e la parte restante entro il 2024. Diciamo che una proposta competitiva si sarebbe dovuta assestare su dieci milioni di alberi l’anno, 50 milioni nella legislatura e non uno di meno

Ma è la certosina contabilità verde dell’Emilia-Romagna a dare lo schiaffo più meritato a Berlusconi: “Qui di alberi ne abbiamo già piantati 1.139.232 dal 2020 e arriveremo a 4,5 milioni entro fine mandato, uno per ogni abitante – ha colto la palla al balzo il presidente della Regione Stefano Bonaccini –. Dimostrazione che questa proposta la destra poteva realizzarla tranquillamente quand’era al governo e non avanzarla due mesi prima delle elezioni. Così viene il forte sospetto che sia una delle tante promesse da marinaio da campagna elettorale. Non sarebbe la prima volta”.