“Ratzinger ha coperto
abusi sui minori
nella chiesa tedesca”

Il papa emerito Joseph Ratzinger sarebbe colpevole di aver nascosto o minimizzato quattro gravi casi di violenze sessuali compiute da sacerdoti su minori quando era arcivescovo di Monaco. La pesantissima accusa è contenuta in una delle cinque perizie sugli abusi compiuti su 497 giovani vittime nella diocesi bavarese tra il 1945 e il 2019 che sono state rese pubbliche ieri. La vicenda è tanto più delicata in quanto i rapporti sono stati redatti dal noto studio legale Westphal, Spilker e Wastl proprio su incarico dell’arcidiocesi di Monaco, che ha mostrato così di voler prendere clamorosamente le distanze dall’operato del suo più celebre prelato.

Nascosti i fatti

Nella perizia in cui compare il suo nome si legge che Ratzinger non soltanto avrebbe nascosto i fatti ignorando o minimizzando le denunce, ma che su almeno un caso in cui sarebbero emerse sue responsabilità particolarmente gravi avrebbe mentito: “Riteniamo poco credibili le affermazioni di papa Benedetto” ha detto chiaro e tondo nella conferenza stampa in cui il rapporto è stato presentato il capo dello studio di Monaco avvocato Ulrich Wastl. In particolare, Ratzinger avrebbe mentito negando di essere stato presente nel gennaio del 1980 a una riunione di sacerdoti in cui gli episodi di pedofilia avvenuti nella arcidiocesi erano stati evocati e discussi apertamente. L’arcivescovo, inoltre, per mettere a tacere lo scandalo provocato dal comportamento di un prete, anziché denunciarlo ne avrebbe disposto il trasferimento in un’altra parrocchia.

L’avvocato Ulrich Wastl

Anche l’attuale arcivescovo di Monaco, il cardinale Reinhard Marx, una delle figure più note delle gerarchie cattoliche tedesche, esce malconcio dai rapporti degli avvocati È accusato di essersi comportato in modo scorretto in almeno due casi di abusi sui minori che erano stati denunciati. Il cardinale, che era stato invitato a partecipare alla conferenza stampa, ha rifiutato di presentarsi e ha fatto sapere che avrebbe rilasciato una dichiarazione pubblica.

Le cinque perizie alle quali lo studio di Monaco ha lavorato dall’inizio del 2020 registrano gli abusi sessuali compiuti da semplici presti o religiosi con incarichi gerarchici nonché l’atteggiamento tenuto in merito dai responsabili diocesani dal 1945 al 2019. In questo periodo si sono contati 497 casi che – dicono gli avvocati – tutto lascia pensare che siano solo la punta di un iceberg. Gli autori identificati o identificabili degli abusi sarebbero 235, tra cui 173 sacerdoti ordinati, 9 diaconi, 5 catechisti e 48 insegnanti. Le vittime sarebbero prevalentemente ragazzini o adolescenti di sesso maschile.

Un quadro dell’orrore

Nei loro rapporti gli avvocati affermano che la Chiesa e i suoi vertici per lungo tempo non hanno voluto vedere le sofferenze che venivano inferte alle vittime e che nelle denunce degli abusi vedevano piuttosto “il pericolo per l’Istituzione”, cosicché c’è stata per anni una permanente “completa volontà di non prendere sul serio” la gravità dei fatti denunciati dalle vittime stesse. L’avvocato Wastl ha detto che dai rapporti emerge un “quadro dell’orrore”.

Il Papa emerito Joseph Ratzinger

La diffusione delle perizie pare destinata ad avere effetti pesanti sull’immagine della chiesa cattolica in Germania. Il vicario generale della diocesi di Monaco Christoph Klingan ha detto di aver provato “commozione e vergogna” per quanto è venuto alla luce. “Il mio pensiero – ha detto – va in questo momento innanzitutto alle vittime, a coloro i quali hanno dovuto sopportare nelle chiese pesanti sofferenze inflitte da collaboratori della chiesa stessa”. Nelle prime reazioni, nessuno ha evocato espressamente le conseguenze che le rivelazioni potranno avere sul papa emerito. La procura di Monaco ha fatto sapere di aver aperto un’indagine sulle responsabilità di 42 sacerdoti ancora in vita di quelli i cui nomi compaiono nei rapporti.