Quell’America di Furio Colombo
così lontana e così vicina

Nell’ America di oggi che stenta a trovare una identità, sommersa da complottismi (“stati profondi” virtuali e remoti contro il cristianesimo bianco che erge Trump a paladino dei diritti wasp e che troppo spesso sono i presupposti razzisti del suprematismo bianco); da sommosse e rivolte che attendono una rivoluzione vera sui diritti negati ai neri, rivoluzione che l’America non è capace di fare e, forse, di volere; da guerre fredde che si spostano geograficamente ma che hanno sempre, a torto o a ragione, nemici da contrastare, e nelle quali sembra che l’America abbia rivali ovunque o che tutti possano diventare dei potenziali nemici; in questo viluppo in cui il Covid-19 ogni giorno miete vittime con numeri esponenziali, La scoperta dell’America di Furio Colombo esce come un convitato di pietra, invitando americani e tutti, non a pentirsi, ma a coltivare la memoria.

Perché attraverso le interviste, i resoconti di viaggio, gli incontri con i personaggi della Stori,a sia politica sia culturale di alcuni anni fa dagli anni Sessanta in poi, Colombo vuole dirci che non dobbiamo sorprenderci più di tanto, poiche sia il male sia il bene erano già lì, e fanno parte dell’identità contradditoria degli Stati Uniti e del mondo che con gli americani si rapporta.


Le personalità che compongono il libro sono molte, come molti sono i concetti espressi attraverso le domande maieutiche che Furio Colombo rivolse agli intervistati. I personaggi, però, non parlano soltanto ma sono calati in un contesto che attraverso dei comportamenti, dei piccoli gesti, rivelano ciò che le parole non dicono fino in fondo. E questo si deve all’abilità con cui Furio Colombo è capace di far fare al giornalismo delle capriole che lo scaraventano nel saggio breve, nel racconto corto, nella ritrattistica.

Leggendo le pagine di La scoperta dell’America si ha quindi l’impressione di visitare una mostra, che ci fa vedere un mondo e i personaggi che lo hanno costruito, dei grandi quadri in cui tutti sembrano essere dei presidenti americani che sono lì a raccontare della loro presidenza, E in questo l’America ci appare come un paese democratico, perché sembra che ognuno sia stato o sarà un presidente, ma è una illusione questa lo si capisce bene. E appare evidente che il Sogno americano sia fatto di “estasi e violenza” e che spinge i propri protagonisti al suicidio per assicurare un benessere o l’affermarsi di un ideale che altrimenti non sarebbe possibile realizzare, come accade al protagonista di Morte di un commesso viaggiatore.

Tutti presidenti o commessi viaggiatori gli americani, qualunque cosa facciano e dovunque si trovino, come in Italia sono tutti dottori e cantanti. E come racconta Colombo, in alcuni degli anni recenti, i due paesi sono stati vicinissimi e pieni di scambi di ogni tipo. Questa connessione italo-americana permette al libro di inserire anche alcuni personaggi della cultura italiana di cui Colombo ha scritto oppure è stato amico o collaboratore.

Perché il libro è anche una biografia di Furio Colombo che inizia con una breve introduzione sulla sua infanzia. Essere stato un bambino in un mondo di adulti razzisti e poi un bambino in guerra ha orientato le scelte politiche e di vita di Colombo, che si ritroveranno nel suo approdo nella vita americana. E attraverso le interviste, attraverso i mondi descritti scopriamo e appare in filigrana il ritratto mancante: quello di Furio Colombo. Il quale, però, per raccontare di sé ha scelto di farlo attraverso i viaggi e gli incontri fatti. E come un viaggiatore ed esploratore, al ritorno di una vita, Colombo ci parla di mondi e dei personaggi fantastici che ha incontrato, lasciando nel lettore quella voglia di esotismo e quel desiderio appagato di viaggiare pur senza muoversi. Che Furio Colombo fosse qualcuno in continuo movimento lo dicono bene le parole della madre, quando arrivati in un paese, all’alba di quello che sarebbe diventato il 25 aprile gli disse: Perché continui a correre? Siamo arrivati.

 

 

 

Furio Colombo

La scoperta dell’America

Aragno editore