La stanchezza che ci fa voltare la testa dall’altra parte

Siamo stanchi. Al mattino facciamo fatica ad accendere la radio o la televisione perché siamo stanchi e anche un po’ spaventati dalle notizie che si precipitano su di noi. La pandemia ci ha spaventato e stancato. Ci siamo ammalati, vaccinati e ci siamo salvati a milioni, ma è stata come una guerra. Speravamo di esserne usciti e invece il virus mutante non molla e si affianca a un’influenza più “cattiva” del solito.

Poi è arrivata la guerra vera, travestita da “operazione speciale”, secondo l’ipocrita definizione di Putin. La Resistenza ucraina, ampiamente aiutata da Usa ed Unione europea, ha sorpreso un po’ tutti, ma adesso il “Generale Inverno” ha bloccato avanzate e ritirate, mentre il nemico continua a bombardare crudelmente, civili, impianti, scuole ed ospedali.

Missili russi su Kiev

E così veniamo colpiti da notizie ed immagini di case sventrate, di morti, bambini compresi, con milioni di persone che vivono senza riscaldamento, senza elettricità, senza acqua, ricacciati all’età della pietra. Eppure, noi che viviamo sicuri, nelle nostre tiepide case, che troviamo, tornando a sera, il cibo caldo e visi amici, come sapeva Primo Levi (“Se questo è un uomo”, 1947), forse dovremmo essere più coraggiosi e generosi, e invece siamo stanchi ed impauriti e giriamo la testa dall’altra parte o cambiamo canale, anche se ci sentiamo un po’ eroi se abbassiamo di un grado il riscaldamento in casa.

E poi c’è il feroce cambiamento climatico, che non ha niente di sorprendente, perché è stato denunciato centinaia di volte, con le piogge trasformate in “bombe d’acqua”, che si abbattono su un’Italia sempre più fragile a causa dalla speculazione edilizia. Italo Calvino, già nel 1957, aveva denunciato la cementificazione dilagante, nel suo libro “La speculazione edilizia”, come conseguenza di “un’epoca di bassa marea morale”. Poi, in una bassa marea morale perdurante, sono arrivati i condoni, compreso il “non condono” di Giuseppe Conte, sempre più indulgenti nei confronti di infrazioni piccole e grandi. E così le stragi ambientali si sovrappongono, una sull’altra, fino alla più recente, quella di Ischia, che -prima o poi- sarà cancellata dalla prossima strage annunciata.

Napoli - Frana a Ischia Casamicciola dopo alluvione
Frana a Ischia Casamicciola ph napolipress – Fotogramma

Ma che fatica archiviare nella nostra memoria tutto questo dolore e questa devastazione. Come se non bastasse, tra una tragedia e l’altra, c’è stata la siccità incendiaria, accompagnata da roventi anticicloni africani, che hanno invaso l’Europa, dall’Italia fino all’estremo Nord. E poi c’è l’eterna ossessione dei migranti, ma è troppo faticoso capire se sono una minaccia, un’invasione, una necessità o un’opportunità, come suggeriscono i demografi, spaventati dall’inverno demografico, che presto brucerà le nostre pensioni, e come affermano la Confindustria e il mondo dell’agricoltura, affamati di lavoratori.

Per capire, dovremmo studiare, confrontare, misurare, ma siamo troppo stanchi e preferiamo lasciar decidere agli altri. Per tirarci su di morale, non ci resta che riempirci le tasche con 5.000 euro – via via consumati dall’inflazione galoppante – e andare fare un po’ di spese, ma senza utilizzare il POS, come piace al nostro governo e al ministro Salvini in particolare.