Quei centristi che in Italia e Francia favoriscono l’estremismo di destra

I centristi un tempo riuscivano ad essere la soluzione alla polarizzazione – come dimenticare lo slogan preferito della Democrazia cristiana: “al centro contro gli opposti estremismi”? Si trattava ovviamente di bollare di “estremismo” le ali – di destra e di sinistra – per impedire che raccogliessero voti a sufficienza per impedire “la governabilità”. Impossibile dimenticare un altro particolare: se si trattava di scegliere con chi allearsi, i centristi di quel tempo non avevano dubbi a scegliere la destra. La storia sembra ripetersi oggi, benché con nuove fogge, perché oggi, i centristi sembrano aver bisogno degli estremi per esistere. I centristi generano gli “estremismi” salvo poi, anche loro come la DC, preferire l’ala moderata dell’estremismo di destra – questo è ciò che sta succedendo in Francia. Dove il centrista Macron ha fatto una campagna che, in previsione della radicalizzazione del voto, ha puntato a far arrivare i voti all’ala moderata della destra, i repubblicani, con la quale ora si alleerà, non si sa se per un governo forte, ma certamente per un governo.

Da Calenda e Renzi a… Macron

In Italia, Carlo Calenda e Matteo Renzi aspirano a ripetere questa scena. Ovviamente non sono forti leader come Macron ma provano, nelle dimensioni loro possibili, a fare lo stesso: e le definizioni di “estremismo” affibbiate alla destra e alla sinistra fioccano come coriandoli in queste ore, anche nell’attesa (probabilmente inutile) di vedere sfarinarsi i 5stelle, da sempre accusati di estremismo (essenzialmente a causa del reddito di cittadinanza).

E a destra? A destra sta avvenendo una cosa interessante: l’improvvido Salvini sta consumando il proprio consenso populista nella Lega dopo aver inanellato errori seriali, mentre la leader di Fratelli d’Italia sta crescendo. Ovvero, la stampa, i talk show e i social la “fanno” crescere, assumendo – ad una anno dalle elezioni! – che nel 2023 avrà la maggioranza (nemmeno avessero la palla di vetro).

Ovviamente la destra neo-fascista di Giorgia Meloni fa buon gioco ai centristi, che con questa pasionaria della lotta ai diritti hanno buon gioco. Il comizio a favore della candidata dei Vox in Andalusia è stato come una manna provvidenziale per i centristi. Come non essere preoccupati per questa “estremista”? E non è forse vero che la soluzione all’estremismo viene dalla sua moderazione al centro? Un centro che strizza l’occhio alla destra moderata (FI e anche la Lega post-salviniana) e alla sinistra moderata (il PD) – una strategia furbesca per stare a galla in uno scenario che con un Parlamento dei 600 falcidierà i piccoli. Il centro sotto le Alpi è davvero piccino – e spera che gli estremismi siano agguerriti abbastanza da convincere gli elettori che solo loro possono moderarli. Un centro che deve sperare nella forza degli estremisti e che anzi desidera che questi crescano, è un centro davvero molto anomalo, diremmo un centro estremista!