La politica dei bonus è un vero malus

C’è un argomento che rende chiara la differenza tra destra e sinistra, e non bisogna andarlo a cercare tra le righe dei programmi politici oppure scomodando qualche vecchio filosofo o qualche giovane sociologo. Eccolo qui: il bonus. Il bonus indiscriminato è quanto di più di destra possa esserci.

Non guarda in faccia a nessuno e quindi non fa differenze. Tratta alla stessa maniera il padrone e l’operaio, il ricco e il povero. Ma lo fa al contrario: anche tu, mio povero ricco, potrai avere il tuo bel sussidio magari a scapito del tuo concittadino ricco solo di povertà. Basta con le discriminazioni di certa sinistra obsoleta che ancora crede che la redistribuzione della ricchezza, quindi del reddito, quindi del fantomatico Pil, sia un problema serio. Tutte fesserie.

L’ultimo della serie, arrivato in questi giorni nelle case degli italiani, è il bonus per l’asilo nido. Basta andare sul sito dell’Inps, che è incaricato dalla legge di gestire la faccenda, per capire l’insostenibilità di una scelta del genere. Dunque: possono presentare domanda tutti, senza limiti di reddito. Sì, senza limiti di reddito. Basta essere cittadini italiani o comunitari o immigrati con permesso di soggiorno, esibire le ricevute del pagamento della retta per ottenere fino a mille euro in 11 rate di 90,91 euro. Ma non è tutto. Il governo, con la legge di bilancio 2017 approvata a dicembre del 2016, ha stanziato per quest’anno 144 milioni di euro per sostenere questa iniziativa. E qui viene il bello. Se finiscono i soldi, infatti, come si decide chi ha diritto e chi no? Il reddito? Il numero dei componenti la famiglia? Macché, spiega la circolare numero 88 dell’Istituto di previdenza: fa fede l’”ordine di presentazione telematica della domanda”. Insomma, chi primo arriva vince il bonus.

Per capire ancora meglio: se il signor Rossi, titolare di un’impresa, con un reddito annuo dichiarato (perché poi c’è anche il problema del non dichiarato, del reddito evaso o eluso) mettiamo di 2 milioni di euro presenta la domanda prima del signor Bianchi, che invece ha un reddito di appena 24 mila euro, se finiscono quei 144 milioni di euro stanziati e quindi bisogna scegliere a chi dare i mille euro e a chi no, sarà lui ad avere dal nostro Stato il bel bonus per sostenere la spesa del nido per il suo bambino. Mentre il signor Bianchi sarà escluso anche se è povero in canna perché ha presentato la domanda dopo. Potrà comodamente farsi prestare i soldi dai genitori o dai suoceri che insieme, santiddio, racimolano più di duemila euro di pensioni.

E’ la stessa scelta politica compiuta per il bonus di 500 euro agli studenti che non ha fatto distinzioni tra le famiglie che non possono permettersi di fare acquisti in libreria per i propri figli e quelle che hai voglia quanti volumi possono comprare e in qualche caso magari possono permettersi di comprare perfino tutta la libreria. Medesima logica seguita con l’abolizione dell’Imu a tutte le prime case, anche a quelle di valore elevato a prescindere dal reddito del proprietario, sì anche a quelle che affacciano su Piazza di Spagna a Roma con un terrazzo che domina la città.

Morale della favola: se qualcuno vi chiede qual è la differenza tra destra e sinistra non scomodate Marx, Gramsci, Bobbio o chissà chi altro. Raccontategli, invece, queste storie e spiegategli che la sinistra quei mille euro di bonus nido li avrebbe dati al povero signor Bianchi e non al ricco signor Rossi.