Putin, la guerra all’Ucraina e il tramonto dell’Occidente

Il tramonto dell’Occidente. E’ lo scenario che insegue Vladimir Putin, dopo aver aggredito l’Ucraina, nel cuore dell’Europa. Ma è storia vecchia. Già un secolo fa, il filosofo della storia Oswald Spengler aveva scritto “Il tramonto dell’Occidente”, pubblicato subito dopo la Grande Guerra, che aveva segnato il declino dell’Europa e dei suoi imperi. L’Occidente, dominato dal denaro e dalla stampa, nel suo sforzo “faustiano”, sembrava senza speranza e vicino al tramonto. Ma Faust ha continuato a vendersi l’anima inseguendo la sua volontà di potenza ed immortalità. E così, la seconda guerra mondiale è stata più devastante che mai.

Proprio per questo, appena possibile, l’Europa si è progressivamente unita inseguendo un ideale di democrazia e di libertà per garantire la pace. Ma a Putin, l’Europa liberale ed imbelle, non piace. Preferisce la forza, la prepotenza, la guerra, che però – sul modello della “neolingua” di Orwell – si deve chiamare “operazione militare speciale”. Preferisce il dominio assoluto e sbrigativo sull’opinione pubblica, eliminando, in un modo o nell’altro, tutti gli oppositori. E a molti piace proprio per questo.

Dall’altra parte, anche Umberto Galimberti, qualche anno fa, ha annunciato un altro “tramonto dell’Occidente”. L’Europa, con l’economia e la tecnica, insegue solo un benessere effimero e viviamo una lunga decadenza dei costumi, ormai pigri ed impauriti di fronte all’ “invasione” dei migranti, portatori di una straordinaria “potenza biologica”, da noi quasi estinta. Un’analisi che, forse, potrebbe piacere al rude e bellicoso Putin. Ma la guerra che ha scatenato contro l’Ucraina e – per la proprietà transitiva – contro l’Europa e l’Occidente, ci obbliga a una riflessione più attenta e sofferta sulla nostra antica identità multipla.

Nikolaj Platonovich, consigliere vicinissimo a Putin, ritiene che il destino dell’Europa sia segnato perché ha adottato “i cosiddetti valori liberali, anche se in realtà si tratta –precisa – di neoliberismo che promuove la priorità del privato sul pubblico, l’individualismo che sopprime l’amore per la Patria”. La Russia, quindi, sta bombardando ed invadendo l’Ucraina, ma pensa di incrinare la stessa idea di Europa.

Il patriarca Kirill e Vladimir Putin

L’Occidente, apparentemente, ha conquistato il mondo intero, ma in realtà – secondo la visione di Galimberti- ha diffuso soprattutto la sua efficienza tecnica per il dominio dell’uomo sulle cose. E ormai ha perso il suo “senso”. Forse è così, ma l’alternativa sembra una visione fondata sull’eterna alleanza tra “Dio, Patria e Famiglia”. Una triade che è sempre stata molto bellicosa. La soluzione? Forse non esiste. Oppure l’Occidente, che nei secoli ha conquistato, violentato, sfruttato e “civilizzato” gran parte del mondo e della natura, dovrebbe ritornare alle sue origini, tra umanesimo, illuminismo e “liberté, égalité, fraternité” . Ma dovrebbe prendere atto che la “pace perpetua” (1795), proposta da Immanuel Kant, il filosofo di Königsberg, oggi Kaliningrad, enclave russa, è rimandata perché alla scuola del KGB non lo hanno fatto studiare a un certo Vladimir Putin.