Milano, la destra
promette più traffico
e centri commerciali

“L’anti Sala? Vi stupiremo”. Lo ha promesso l’altro ieri Silvio Berlusconi ai lettori del Giornale (titolo a piena pagina della cronaca milanese) e ai suoi compagni riuniti in assemblea. Come si fa a non credere al vecchio presidente? Aspettiamo con pazienza, dopo che di nomi ne abbiamo letti tanti, politici, banchieri, farmacisti, ex sindaci in pensione, noti e meno noti personaggi, autorevoli e meno autorevoli, uno dopo l’altro caduti nella rincorsa alla candidatura in vista delle prossime comunali. Il penultimo, ripetutamente bocciato (ma un eterno misirizzi), è stato Maurizio Lupi, già compagno d’avventure politiche e di corse di Roberto Formigoni: non lo ha voluto Salvini.

L’ultimo sarebbe tale Andrea Farinet, presidente della fondazione Pubblicità progresso, curriculum interminabile, foto su facebook mentre prende il largo con il paracadute da un aereo in volo. Non piacerebbe a Forza Italia. Insistente è ancora la voce che Albertini vorrebbe fare il vice sindaco (con la benedizione di Salvini), pretendendo per sé il ruolo di badante del sindaco, esonerando se stesso dai compiti più ingrati, manifestando preventivamente ben scarsa considerazione per l’eventuale sindaco. C’è davvero da stupirsi.

Tanta confusione. Il Giornale è stato comunque rassicurante: “ Manca pochissimo alla presentazione del bomber”. Qui la mente corre al Milan e all’atteso rimpiazzo di Ibrahimovic. Subito ci si accorge dell’abbaglio (o del miraggio): Berlusconi non c’entra più con i rossoneri. Continuiamo: “… ma la squadra azzurra è in campo, sono arrivati i big nazionali e locali del partito…”. Le metafore calcistiche sopravvivono: dai tempi della “discesa in campo” del cavaliere sull’orlo del fallimento. Non ci è stato risparmiato un accenno al programma. Abolizione di Area B e un’Area C a orario ridotto, mentre le “vie commerciali della città”, da corso Buenos Aires a via Torino, dovrebbero trasformarsi in “centri commerciali”, alle dirette dipendenze di un “manager di quartiere”…

Più auto per tutti

Basterebbero questi propositi per indurre qualsiasi cittadino di buon senso a voltar le spalle a Berlusconi, a Forza Italia, agli alleati e al futuro candidato sindaco. Lasciamo perdere i “centri commerciali” e il “manager di quartiere”: corso Buenos Aires e via Torino, più tante altre strade, sono già ciascuna un centro commerciale continuo, senza bisogno di direttori (stipendiati da chi?)… Come chiunque può intuire, Area B e Area C corrispondono con diversità di limitazioni a regolamenti pensati, come in tante altre capitali, per limitare l’accesso di veicoli inquinanti e di veicoli in genere nel centro (dove si può arrivare grazie a quattro linee della metropolitana, una quinta in avanzata costruzione, e una infinità di autobus e tram).

Sono stati provvedimenti (scusate: secondo me assai timidi) per evitare l’ingorgo perenne, per migliorare comunque la viabilità, per ridurre per quanto possibile l’inquinamento, perché insomma si viva un po’ meglio, meno assediati dai tubi di scappamento e dai rumori, provvedimenti che peraltro alle spalle hanno una storia lunga, che risale agli anni ottanta quando si cominciò a discutere di isole pedonali (a cominciare da corso Vittorio Emanuele e da via Torino), protagonisti amministratori di sinistra e di destra (chiedetelo al senatore De Corato, storico consigliere e assessore, ora di Fratelli d’Italia), per niente penalizzati bottegai e commercianti.

E dire che il Recovery…

Però vogliamo approfondire, capire la ragione di tali proposte, oltre il sospetto di una uscita elettorale per approfittare di animosità motoristiche. Ci viene in soccorso la senatrice Licia Ronzulli, un nome noto: “Da Sala c’è stata una persecuzione ideologica degli automobilisti come se fossero un nemico da abbattere, ha seminato la città di ciclabili ed eliminato parcheggi”. La senatrice si muove a suo agio tra la politica e la cultura, tra l’urbanistica e la motorizzazione, ricorrendo a qualche bugia, sognando quelle metropoli dei fumetti traversate da autostrade ad ogni altezza e percorse da macchine alla maniera di batmancar. Ma immaginare Beppe Sala ideologico persecutore degli automobilisti è come sostenere ancora che i comunisti mangiano i bambini, che i carri armati di Mosca piomberanno sul Vaticano, che il covid lo hanno prodotto i cinesi allo scopo di annientarci tutti.

Traffico a Milano

La considerazione della senatrice Ronzulli è poca cosa, la si potrebbe liquidare come una baggianata prima del voto e basta, insieme con l’idea di tagliare Area B o Area C. Però, come si dice, fa senso per varie ragioni ascoltare questi argomenti, perché rivela quanto siano rozzi, strumentali, opportunistici certi giudizi, quanto sia miope la visione (la senatrice Ronzulli, che pure è stata parlamentare europea, si è mai accertata di quanto succede altrove: ovunque si pianifica la riduzione o almeno il contenimento del traffico privato), quanto sia povera e arretrata l’idea di città coltivata da chi pretende di amministrarci… Alleato di governo, per giunta, destinato a gestire le risorse del Recovery Plan, che indica ben altre direzioni e che fa della difesa dell’ambiente uno dei suoi caposaldi. La speranza è che a Bruxelles non leggano il Giornale. Se no, ci tagliano i fondi.