Perché no? Un Museo del Lavoro, magari alle ex Reggiane. Proposta alla Cgil

Gentile segretario della Cgil nazionale Maurizio Landini,  gentile sindaco di Reggio Emilia Luca Vecchi,

nel corso degli anni si sono accumulate diverse opere visive nella nostra Camera del Lavoro, ma anche all’interno di piccole aziende e cooperative legate alla galassia del cosiddetto centrosinistra. La collezione reggiana ha avuto un importante impulso negli ultimi decenni grazie al critico Sandro Parmiggiani, all’importante materiale che raccoglie (al momento funge come materiale d’arredo). Lo stesso accade in tante altre Camere del Lavoro in Italia, incapaci di unirsi, valorizzare e promuovere il proprio patrimonio comune rappresentato in prevalenza da opere visive e sculture dedicate al lavoro.

La mostra della Cgil sul lavoro

lavoro-CgilE’ vero che alcuni anni fa, a Roma, è stata realizzata una importante mostra temporanea e la direzione generale Cgil, dal 1994, – solo dal 1994! – conserva, riordina, studia questa raccolta diffusa che testimonia un percorso di produzione culturale che intreccia il desiderio di emancipazione dei lavoratori alle aspirazioni civili di tanti artisti.

E’ vero che l’archivio romano, raramente, organizza in piccole città italiane mostre sul lavoro delle donne o sulla carta dei diritti. E’ vero che è disponibile agli utenti una deliziosa mostra virtuale che ripercorrere l’incontro tra lavoratori e artisti per avere un Paese più dignitoso.

Ma bisogna ammettere che non esiste, al momento, una collezione completa capace di raccogliere, selezionare, offrire all’opinione pubblica la possibilità di fruire dal vivo di opere d’arte che vanno da fine Ottocento a oggi.

La maggior parte della gente oggi va in sindacato per pagare le tasse o per risolvere sfighe lavorative; mai un’idea propositiva, si gioca sempre in difesa. Per una volta proviamo a giocare all’attacco. Oggi parlare della rappresentazione del lavoro e della narrazione sul lavoro è quasi più importante che uno sciopero. Riprendiamoci la voce.

Location ideale? Le ex Reggiane

Evito di dilungarmi e passo alla proposta: le nostre amministrazioni comunale e provinciale, con contributi regionali e statali, ma anche con il sostegno di una cordata di Camere del Lavoro e cooperative, potrebbero candidare la nostra città di Reggio Emilia alla realizzazione di una collezione o addirittura di un Museo nazionali sulla rappresentazione del lavoro nel mondo dell’arte da fine Ottocento a oggi (e magari a domani).

La location ideale? Una ex fabbrica ristrutturata. Parte delle ex Reggiane forse. Una collezione nazionale d’arte alle ex Reggiane, ne converrete, Maurizio Landini e Luca Vecchi, culturalmente sarebbe un fatto importante e imparagonabile con qualsiasi altra soluzione si possa trovare.

Le idee sono una cosa, i fatti un’altra. Lo sento dire spesso. Ma è vero che senza idee, anche se si hanno i soldi, non si va da nessuna parte.

Anche per questo sarei grato a chiunque, ma in particolare a voi se voleste esprimere una vostra pubblica opinione su questa mia proposta. Anche solo per farne comprendere l’impossibilità. Vi ringrazio anticipatamente.