Pensiero laico e bioetica, oggi convegno in Campidoglio

Nel marzo del 1990 in un convegno che si svolgeva a Roma la Consulta di Bioetica Onlus, fondata l’anno prima da Renato Boeri, neurologo e partigiano, propose un modello di testamento biologico. All’epoca risultò un’idea piuttosto strampalata, ancora non si discuteva di questi temi pubblicamente, ma negli anni successivi il modello proposto fu sostenuto sulle pagine di “Bioetica. Rivista interdisciplinare”, nata nel 1992 per volontà dello stesso Boeri su suggerimento di un altro neurologo e bioeticista, Carlo Alberto Defanti.

La legge sul biotestamento è finalmente una realtà, approvata in via definitiva al Senato a dicembre del 2017 e entrata in vigore il 31 gennaio 2018 grazie a un asse trasversale formato da Partito Democratico, Movimento 5 Stelle e Liberi e Uguali. Ma quanti anni di discussione ci sono voluti prima di questa svolta, una discussione che è stata tenuta viva anche sulle pagine della rivista che stimolò il dibattito con contributi che rispondevano a diversi punti di vista.

Un confronto utile e necessario

Oggi alla Sala della Protomoteca del Campidoglio dalle 9 alle 17 si svolgerà un convegno per riflettere sui trent’anni di “Bioetica. Rivista interdisciplinare” (qui il programma: https://www.consultadibioetica.org/30-anni-di-bioetica-rivista-interdisciplinare-una-prospettiva-della-vita-culturale-e-sociale-italiana-venerdi-18-novembre-2022-roma-campidoglio-sala-della-protomoteca/ ). Tanti gli invitati chiamati a discutere, sfruttando questa occasione, della bioetica in Italia e dei profondi cambiamenti che abbiamo visto succedersi in questi lunghi anni. La rivista era nata in un periodo in cui la riflessione sui temi della “vita” provenivano tutti dal mondo religioso e in stragrande prevalenza dal mondo cattolico. L’idea della Consulta di bioetica onlus che la fondò era che anche il pensiero laico dovesse entrare nel dibattito. Bioetica nacque con questo compito: fornire una visione laica e aperta al pluralismo etico.

Nel corso degli anni, tendendo ferma questa visione, Bioetica ha sostenuto varie battaglie della Consulta: quella sul testamento biologico, quella sul caso Eluana Englaro, quella per ottenere una buona legge sulla riproduzione assistita, quella per la garanzia del diritto di aborto delle donne.

Oggi di questa visione abbiamo bisogno non solo perché alcuni temi che vengono dal passato sono ancora sul piatto e rischiano di diventare motivo di scontro nella società, pensiamo alla tematiche sulla riproduzione e all’aborto, ma anche perché nuove sfide si profilano all’orizzonte, ad esempio l’uso dell’intelligenza artificiale (IA) nei vari ambiti, soprattutto quello medico.

Le sfide etiche e normative cui ci pone di fronte l’uso dell’IA nell’assistenza sanitaria sono diverse, pensiamo solo a privacy, correttezza e utilizzo dei dati, responsabilità, trasparenza, affidabilità.

La rivista Plos Medicine nel 2018 ha dedicato un intero numero speciale al tema (“Machine Learning in Health and Biomedicine”) in cui cerca di rispondere proprio alle domande che emergono da queste criticità. Ne poniamo una per tutte: l’autonomia decisionale del paziente sulla sua salute e la possibilità di prendere decisioni condivise potrebbero essere minate dal fatto che il dialogo tra paziente e medico viene ridotto dall’affidarsi alle decisioni prese in automatico dalla Intelligenza artificiale?  Sono temi caldi, non a caso nel 2020 il Comitato Nazionale di Bioetica (CNB) e il Comitato nazionale per la Biosicurezza, le Biotecnologie e le Scienze della Vita (CNBBSV)  hanno emesso un parere sull’utilizzo della Intelligenza artificiale nel campo della salute sottolineando le opportunità ma anche i rischi di questa nuova prospettiva. Su questi temi abbiamo bisogno di discutere in modo laico e pluralista oggi e soprattutto domani. Abbiamo bisogno ancora delle pagine di Bioetica.