Peggio degli immigrati?
Gli indiani Usa, ricchi

Negli anni venti del secolo scorso le guerre Indiane negli Stati Uniti sono oramai un ricordo. La questione indiana è stata risolta, gli Indiani rimasti sono stati rinchiusi in riserve in cui la vita è più o meno sopportabile. La scrittrice USA Louise Erdrich che ha per parte di madre sangue indiano della tribù degli Ojibwe o Chippewa ha raccontato nei suoi libri la vita ai nostri giorni in queste riserve indiane, in particolare degli Ojibwe del North Dakota. Delle sofferenze, delle frustrazioni, dei drammi, dalla mancanza di adattamento, il ricordo e il tentativo di mantenere la proprio identità di popoli sconfitti e privati di ogni cosa.

Una storia particolare sugli Indiani ha raccontato David Grann, scrittore e giornalista che collabora con The New York Times, Il Washington Post, il Wall Street Journal . Alla fine del diciannovesimo secolo lo stato dell’Oklahoma non esisteva ancora. Il nome deriva dalle parole Choctaw okla homma, che letteralmente significa “terra delle persone rosse”. Il governo USA, malgrado i trattati che assegnavano le terre alle tribù Cherokee, Chickasaw, Choctaw, Creek e Seminole decide che è venuto il momento di far rendere dal punto di vista agricolo quelle terre e decide di lottizzare il vasto territorio. E’ indetta nel 1898 quella che sarà chiamata la corsa alla terra dell’Oklahoma a cui partecipano 100.000 persone, per accaparrarsi 42.000 poderi. Molti partecipanti alla corsa riuscirono a prendere possesso delle terre in anticipo e per questo l’Oklahoma venne chiamato The sooner State, lo stato di quelli che arrivano prima. L’Oklahoma diventa uno stato degli USA nel 1907.

Gli indiani perderanno praticamente tutto il territorio che era stato loro assegnato. Nel 1870 la tribù degli Osages viene deportata dalla loro terre di origine nel Kansas e viene loro assegnato un territorio roccioso in Oklahoma, considerato la zone di meno valore di tutto lo stato. Quella che si chiamerà la contea di Osage. Una parte di questo territorio, che comprende le Black Jack Hills e le praterie dove vagavano anni prima i bisonti, sterminati per fare posto alla ferrovia, viene assegnata agli Indiani Osages, una contea che porterà il loro nome, la cui capitale è la piccola città di Pawhuska.
Ma coloro che avevano deciso di spostare là quel gruppo di Indiani commisero dal loro punto di vista un errore fatale. Anni dopo sotto quelle terre viene scoperto il più grande giacimento di petrolio degli USA. Dagli inizi del 1900 tutti gli Indiani Osages cominciano a ricevere un assegno ogni tre mesi. Solo nel 1923 la tribù percepisce trenta milioni di dollari dell’epoca che corrispondo a quattrocento milioni di dollari di oggi. Una fortuna colossale che fa considerare il popolo degli Osages come quello più ricco al mondo per la ricchezza di ogni suo membro.
Qualsiasi petroliere che voleva sfruttare i giacimenti petroliferi degli Osages doveva pagare loro le royalties. I figli degli Osages frequentavano le migliori scuole in Europa, compravano vestiti alla moda a Parigi. Sono appassionati di automobili, ed in media ciascuno di loro negli anni venti possiede dieci automobili di lusso.
Chiaramente coloro che avevano assegnato quelle terre rocciose agli Indiani si rendono conto che e bisogna correre ai ripari. In tanti pensano a come risolvere il problema con tecniche diverse.

Alcuni uomini bianchi decidono di sposare donne Osages in modo da mettere le mani sulla loro immensa fortuna. Una  mano la fornisce anche lo stato federale USA con le sue decisioni. La corte suprema USA stabilisce che gli Indiani Osages non sono in grado data la loro scarsa intelligenza e capacità di comprendere il mondo moderno e quindi devono essere messi sotto tutela, come essere inferiori e menomati dal punto di vista mentale. E ovviamente il tutore deve essere un uomo bianco. E ecco la lunga lista dei tutori che cominciano sistematicamente a spogliare, per il loro bene ovviamente, gli indiani dei loro averi. Ma qualcuno comincia a pensare che ci siano dei modi molto più veloci e sbrigativi. Uccidere i ricchi indiani e fare in modo di venire in possesso dei loro beni8nella foto Anna Brown, una delle vittime). Tanto dell’uccisione di qualche centinaio di Indiani Osages (tanti saranno gli omicidi) non interesserà nulla a nessuno. Ed alcuni uomini bianchi senza scrupoli, grazie alla complicità di qualche Indiano Osages, si infiltrano nella tribù e iniziano ad uccidere sistematicamente i più ricchi degli Indiani. Inizia quello che gli indiani chiameranno il regno del terrore. Molti indiani uomini e donne sono bruciati con le loro case, altri uccisi con pistole e fucili, la maggior parte saranno avvelenati.

All’epoca negli USA la giustizia e la polizia federale praticamente non esistevano. La polizia era solo locale, gli sceriffi. In maggior parte erano gente poco istruita, senza conoscenze specifiche. E facilmente corruttibili. Dovevano essere eletti d’altronde! Insomma essere presi e catturati per aver commesso l’omicidio di un Indiano Osage era un evento praticamente impossibile.

Solo che i morti cominciano ad essere un numero impressionante, gli Osages fanno pressioni sui politici e il Congresso USA. Hanno fortuna. Negli anni venti un oscuro investigatore ha un’idea. Perché non attivare un servizio investigativo federale nazionale che sia in grado di coordinare le indagini per i crimini più efferati utilizzando soprattutto le nuove tecnologie scientifiche a disposizione come laboratori per le analisi dei veleni e impronte digitali. Questa persona aveva in testa probabilmente fin da allora che l’attuazione di questo progetto gli avrebbe anche concesso di diventare una persona di grande potere negli USA. E forse non immaginava quanto questo potere sarebbe stato enorme, durando per decenni, sotto tanti presidenti degli USA. La persona in questione era John Edgar Hoover, che inventa quello che diventerà il FBI, il Federal Bureau of Investigation. Il progetto nasce proprio per risolvere il caso degli omicidi degli Indiani Osages in Oklahoma. Su questo punta Hoover per diventare una persona importante. E quindi si rivolge ai Texas Rangers per avere i primi agenti federali per riuscire a risolvere il mistero.
Scelse il primo suo collaboratore, un vero texano con cappellone e stivali che si rivelerà la scelta giusta. Agli inizi gli agenti federali non hanno diritto di portare armi (!), non posso arrestare nessuno ma si devono rivolgere agli sceriffi locali. Poi le cose man mano cambiano, soprattutto perché almeno per una piccola parte degli omicidi si riesce a portare a processo e far condannare uno dei boss bianchi locali che facevo quello che volevano ed erano temuti da tutti nella Osage County. E’ condannato William Hale (nella foto in basso), uno dei boss più temuti, insieme ai suoi complici ma della maggior parte dei delitti non si scoprirà mai il colpevole. Solo molti anni dopo agli Osages verranno tolti i tutori.

Tanti magnati USA hanno fatto soldi a palate con il petrolio degli Osages, tra gli altri Paul Getty.
Tutta questa storia è raccontata con tante immagini dell’epoca che fanno vedere i volti dei protagonisti sia gli indiani uomini e soprattutto le donne indiane che erano le vittime preferite dai killer, che gli investigatori che i colpevoli. Una storia appassionante pubblicata negli USA nel 2017.
Il potere di Hoover durerà sino al 1972. Dopo di lui la durata massima del mandato del capo del FBI sarà di 10 anni. Aveva fatto la giusta scelta iniziale con in delitti della contea di Osages. Loro in quelle terre ci vivevano da secoli, non erano immigrati, ma sono stati scoperti da coloro che sono arrivati per prendersi le loro terre. Erano una razza inferiore e questo giustifica la loro sorte. La civiltà deve progredire. E agli Osages è andata malgrado tutto ancora bene.

D. Grann, Killers of the Flower Moon. The Osage Murders and the Birth of the FBI, Doubleday, Penguin Random House, New York, 2017; ed. it. Gli assassini della terra rossa, Corbaccio ed., 2017.