Pd, le mozioni sono madri delle correnti. Torniamo al partito delle tesi

Anni fa, molti ahimè, partecipai come membro alla Commissione Tesi per un Congresso della FGCI. Eravamo 7-8 della Federazione altrettanti del PCI. Ci riunivamo nella mitica stanza del secondo piano di Botteghe Oscure attorno ad un tavolo quadrato. Per capirci: per la FGCI c’era tra gli altri Renzo Imbeni, per il Partito, tra l’altro gente come Natta, Chiaromonte, Mussi e uno sconosciuto, almeno per me, Massimo D’Alema che poi della FGCI, al Congresso qualche mese dopo, ne divenne segretario.

Si lavorava e seriamente; ore di discussione intorno ai temi principali sia della gioventù italiana, ovviamente, ma anche temi organizzativi e del rapporto con il Partito. Facemmo diverse riunioni lavorando a vari progetti di Tesi, il cui testo finale sarebbero stato emendato dai congressi provinciali (cosa che accadde).

D’accordo, era un altro mondo, ma che serietà, che spirito di approfondimento, che capacità di capire il movimento reale della società (Gramsci, remember?)! Per me che ero giovanissimo una vera Università d’estate (le riunioni si fecero a partire da luglio).

Abbiamo buttato il bambino con l’acqua sporca

È passata molta, tanta, acqua sotto i ponti. Il mondo è cambiato e tutti facciamo fatica ad interpretarne i significati e le conseguenze. Addirittura c’è una guerra in corso. E questo ha influenzato ed influenza la vita del Partito Democratico.

Mi occuperò in questo caso non dell’universo mondo ma della differenza tra Tesi e Mozioni (quelle che con le regole decise nei giorni scorsi e che sono state mantenute).
A mio avviso, le Mozioni sono le madri delle correnti e delle sottocorrenti. Si aderisce per gruppi, gruppetti, si occupa il tempo, in questo caso sì, dell’universo mondo e poi si vota. Tanti voti tanti rappresentanti nel Comitato direttivo di un circolo e così sino alla Direzione Nazionale, passando per un’Assemblea Nazionale composta da oltre mille persone che fanno fatica pure a sedersi e ad ascoltare i discorsi dei leaders (scusate, volevo dire dei capicorrente), ma non è escluso che si siano sentiti interventi interessanti. Per carità.

Il problema vero è, però, quello collegato alle campagne elettorali. Non c’è piccolo consiglio comunale o il Parlamento (con le recenti leggi elettorali, non solo con il Rosatellum!) si riparte dalla conta delle percentuali delle Mozioni. Ci sono state delle eccezioni? Probabile ma di questo si tratta, appunto. Mozioni di chi conta, come un numero, mi spiace essere così severo, secondo lo schieramento d’appartenenza. Non un esercizio difficile: andate ad identificare l’apparenza di ogni eletto/a.

Di una giovane donna, di un operario intelligente (ce ne sono tanti ancora), di un professore che sa fare bene il suo mestiere non ci si accorge nemmeno. Andate a rileggervi la lista degli eletti/e. Ci ritroverete tanti funzionari di partito (o ex), qualche amministratore che incassa il premio della sua attività, e poi gli amici di questa o quella corrente. Si dice c’è tanta società civile, migliaia di volontari, bene, benissimo, ma come si aprono le porte ai più validi e capaci (e ce ne sono tanti) se si tratta soltanto di partecipare a riunioni di Mozioni?

Sulle Tesi. Esse sono lo strumento per eccellenza di una discussione aperta e approfondita. Ovviamente devono tener conto della realtà aggiornata del mondo e del nostro Paese. Al mio amico Umberto Minopoli che pensa di introdurre il tema (controverso, lo so) del nucleare ho simpaticamente proposto, alle condizioni attuali, di scrivere un emendamento da fotocopiare e presentarlo alle Mozioni che saranno campo. Oppure dobbiamo aspettarci che nasca la corrente “nuclearista” vs quella “ambientalista”?

Tesi, infine, per una nuova forma-partito (altro che sciogliersi!) e una riflessione seria su processi globali (Europa in testa con gravi crisi interne che saranno incoraggiate non solo dagli euroscettici ma anche dal Governo di destra, mi permetto di aggiungere). Vorrei concludere, con quasi rassegnato pessimismo, che difficilmente questo PD e la sua classe dirigente, saranno capaci di scavare sino in fondo nella realtà dei problemi. Avremmo avuto anche il tempo per provarci ma ormai il treno è partito.

Quella dei gazebo non è democrazia

gazebo pdDei gazebo come avete visto non ho neanche parlato. Eleggere il Segretario o la Segretaria nei gazebo (li chiamiamo così, ma spesso sono le hall di un albergo) è la conta per eccellenza tra le Mozioni (più o meno apparentate (nel caso fossero più di due). Furono, per fare un esempio, quelle che aprirono la strada a Renzi creando una falsa illusione di popolarità. Mi ricordo bene delle molte signore e signori borghesi venuti a votare al mio seggio!

Accenno soltanto, in questa occasione, al problema della sinistra europea. Il PSE ha tenuto in questi giorni il suo Congresso. Ne avete visto notizia? In realtà bisogna battersi a quel livello per un ragionamento, inevitabilmente critico, sulle ragioni della sinistra. È chiaro che, ormai, questi processi, e le preoccupazioni che ho espresso, hanno senso se portati ad una dimensione europea.