Patriota, la parola
che usa la destra
claustrofobica e oscurantista

Bastian contrario o controcorrente che sia. E smettiamola davvero con l’uso del termine “patriota“, e sue declinazioni, usati in buona e confusa fede (pochissimi, forse uno solo) o con consapevole e malsana soddisfazione, l’ennesima operazione di sdoganamento di un portato fascista rievocato dai significati intrinsecamente nazionalisti di questa parole.

La stura formale l’ha data l’anteprima del 7 dicembre alla Scala con il “Machbetto” verdiano, la destra ha furbescamente colto la palla al balzo sparando retoriche affermazioni pubbliche, attraverso i media, sicura che le avrebbero rilanciate acriticamente, tanto fa audience e porta pubblicità. E gli altri che non si considerano di destra, lì ad formulare affannate precisazioni con i “si, ma…” in sterile, e culturalmente fallimentare distinguo e sempre giocando di rimessa e fuori tempo massimo.

Il Macbeth alla Scala (Ph. Marco Brescia & Rudy Amisano)

Confusione che fa comodo a una ideologia fuori tempo

Il risultato? Alimentare ulteriore confusione facendo da sponda alle destre che intanto il risultato l’hanno raggiunto: rimettere in circolo parole e concetti nel miglior caso obsoleti e nel peggiore pregni di malsana ideologia fuori tempo.

Qualcuno impudentemente prova anche ad associare, con improbabili acrobazie concettuali, “patriota” a “Partigiano”, come se le due parole potessero mai essere accostate senza che la seconda possa non provare forme di rigetto.

“Patriota” porta con sé una visione claustrofobica, sempre in difesa, spesso aggressiva, esaltando le differenze invece delle uguaglianze, quel che unisce le comunità del mondo. “Partigiano” è chi ama la libertà in un contesto di reciproco rispetto.

“Patriota” si porta addosso le incrostazioni grevi dell’uso che se ne è fatto nel tempo, con le inevitabili anacronistiche connotazioni nazionaliste, e che adopera i confini per legittimare azioni disumane, nonché calcolati e pianificati squilibri socio-politico-economici tra un’area del mondo e l’altra.

Partigiano” è chi tutto ciò lo combatte: durante la resistenza contro il nazismo e il fascismo, e oggi nelle diverse forme di solidarietà contro la disumanità e le ingiustizie sociali, dentro e fuori i cosiddetti confini nazionali.

Pompare ad arte il termine “Patriota” è l’ultima mistificazione ideologica in ordine di tempo, per l’ennesima furba operazione culturale funzionale a mantenere la sordina al disagio delle classi più deboli, con bugiardi proclami di appartenenza nazionale. Insomma, bene o male, purché se ne parli. E le destre gongolano.