Ong, il circo ideologico del governo che cancella ogni legge di umanità

Pensavo che l’emergenza per gli italiani fosse rappresentata dal caro bollette, dall’inflazione che torna a “mangiare” i salari e dal ritorno prepotente del virus. Mi sbagliavo. La vera emergenza per coloro che ci governano – quasi un pericolo vista la decretazione natalizia – sono le Ong e il loro carico di umanità sofferente, in fuga da sconvolgimenti climatici, guerre o persecuzioni.

La furia ideologica contro le Ong

immigrati mareUn simile provvedimento a dire il vero era nell’aria, da settimane si sentivano nuovamente espressioni come “taxi del mare”, “pull factor” e accuse più o meno velate alle Ong di complicità con gli scafisti. Un impianto di accuse dalle solide radici ideologiche, che affondano nel peggior nazionalismo e che vedono nei migranti il nemico da arginare, per evitare l’invasione, e nelle organizzazioni che intervengono per salvarli, dei collaborazionisti da sanzionare.

Il diritto internazionale e le leggi del mare circoscrivono e limitano in parte la furia ideologica di questo governo contro questi “nemici”, ma non lo distolgono dai suoi intenti vergognosi, che trovano forma in questo decreto e in alcuni “accorgimenti” altrettanto vergognosi, come costringere una nave ad andare dalla Sicilia a Ravenna prolungando il viaggio prima di poter far scendere le persone recuperate. Una scelta che si spiega solo con la volontà ostruzionistica e punitiva di voler allontanare dal Mediterraneo quella nave e aumentando i costi del salvataggio. Un modo per colpire economicamente quella organizzazione, che, come tutte le Ong, opera grazie a finanziatori privati e con risorse limitate.

Vittime e carnefici

Una vera vigliaccata, così va chiamata, questa ‘indicazione’ data dal governo, che si somma a un decreto che fa di tutto perimmigrati complicare le operazioni di salvataggio in mare, con procedure pensate da chi non ha a cuore il bene dei migranti né a mente cosa significhi operare in mare in condizioni di emergenza.

Uno degli aspetti più vergognosi di questo decreto migranti è il divieto fatto di poter effettuare salvataggi multipli. Senza alcuna remora, si mette nero su bianco che dopo un salvataggio non si può farne un altro qualora se ne presentasse la necessità, pena sanzioni pecuniarie altissime che possono arrivare fino al sequestro della nave. In sintesi, rispondere alle leggi dell’umanità, dell’onore e del mare è considerato reato. Un provvedimento che verrà largamente e giustamente ignorato o aggirato, come è normale che sia e che lo rende anche ridicolo oltre che disumano.

Chi infatti vedendo un gommone, con a bordo donne, bambini e altre persone a rischio, girerebbe la testa dall’altra parte? Credo nessuno, sicuramente non i pescatori di Lampedusa che in passato sono intervenuti senza pensare troppo ai fermi amministrativi e al danno economico conseguente, né gli equipaggi delle imbarcazioni delle Ong che hanno scelto di stare in mare per salvare vite umane, ai quali andrebbe dato un premio, anziché essere fatti oggetto di certi provvedimenti.

In questo “circo ideologico” preparato per mesi, che ripropone agli italiani le Ong come i nemici da combattere, si rischia di dimenticare le vittime e i loro veri carnefici. Le vittime sono le persone che in cerca di una vita migliore sono costrette a rischiare ulteriormente la vita con traversate pericolose, i carnefici ovviamente coloro che lucrano su questo traffico di esseri umani, non certo le Ong, ma organizzazioni criminali transnazionali ben strutturate, con capacità operative notevoli che non vengono minimamente toccate dalle scelte da bulli di questo governo.

Un’alleanza tra Stati africani, Ue e Ong

barcone migrantiContro di queste, semmai, si dovrebbe agire coordinandosi con gli Stati africani in primis e con l’Europa. Contro queste organizzazioni criminali si dovrebbe intervenire almeno con la medesima determinazione mostrata finora solo contro le vittime. In tal senso sarebbe decisivo aumentare le possibilità di attivare corridoi umanitari e potenziare la rete di luoghi sicuri lungo i percorsi di fuga dove queste persone possano sostare in sicurezza ed essere aiutate. In questa battaglia di civiltà le organizzazioni umanitarie e le Ong, con le loro competenze, sarebbero dei formidabili alleati contro il vero nemico da combattere, sottraendo ai trafficanti enormi profitti derivanti dal traffico di esseri umani ed evitando che migliaia persone muoiano nel lungo viaggio per terra prima e in mare poi.

Stati africani, UE e Ong, un’alleanza che andrebbe costruita e che risponderebbe sicuramente meglio di certi decreti, tanto disumani quanto inefficaci, utili solo a soddisfare qualche alleato di governo frustrato dai rovesci elettorali e dal crollo nei sondaggi.

A questa vergognosa e pericolosa farsa, si aggiunge un paradosso che spero venga rimarcato e faccia riflettere quanti, considerandosi buoni cristiani, votano certi leader che ostentano, poco cristianamente, i simboli della loro fede e si professano osservanti dei valori e dei precetti della Chiesa. Gesù era un fuggiasco e aver voluto fare un decreto simile, che colpisce i fuggiaschi, proprio nei giorni in cui si celebra la sua nascita è grottesco, quasi blasfemo e rivela l’ipocrisia di certi politici che baciano le croci, ma poi sono pronti a vestire i panni di chi perseguitò quel fuggiasco.