Olanda, con il gas finisce anche un’epoca

Groningen, capoluogo di una provincia settentrionale dell’Olanda, è considerata un tesoro nascosto del Nord. Lo è, non solo per la sua prestigiosa università o per la bellezza della torre gotica della cattedrale di San Martino.

E’ un tesoro perché nel 1959, nel villaggio di Slochteren, venne scoperto il più grande giacimento di gas naturale dell’Europa occidentale, inizialmente 3000 miliardi di metri cubi. Fu una pietra miliare nelle ricerca geologica e nella strategia energetica europea. Il tesoro nascosto olandese portò luce, calore, costi industriali ridotti, contratti di fornitura internazionale, una maggiore autonomia europea sul piano geopolitico e danaro sonante nelle casse del Regno dei Paesi Bassi.

Anche le grandi risorse non sono illimitate e, malgrado tutta la tecnologia usata per evitare sprechi e individuare piccoli giacimenti vicini, si stima, secondo i dati di TNO, l’Osservatorio geologico olandese, che il 77% del gas sia stato sfruttato. La Società olandese idrocarburi Nam continua ancora oggi a fornire il 75% dell’energia domestica e industriale dei Paesi Bassi, oltre a coprire il 30% del fabbisogno europeo, soprattutto Germania, Belgio, nord della Francia. Nam, fondata nel 1947, è controllata in parti uguali da Royal Dutch Shell e dalla statunitense ExxonMobil Corp, in collaborazione con lo Stato olandese.

Le estrazioni nel tempo hanno indotto una sismicità che continua a provocare danni agli edifici. Il Nord dei Paesi Bassi nella storia non hanno mai avuto eventi sismici naturali. L’8 gennaio scorso, con epicentro nel villaggio di Zeerijp, si è verificato un terremoto classificato dal KNMI, l’istituto olandese di scienza del clima e sismologia, di grandezza 3.4 nella scala Richter. Il 16 agosto del 2012, nel villaggio di Huizinge,vi fu un terremoto di magnitudo 3.6: in questi anni continue scosse hanno sollecitato le strutture delle case. Alcune sono state puntellate, quasi tutte hanno subito lesioni e migliaia di cittadini attendono un risarcimento. Il comitato per la difesa dell’ambiente ha stimato una perdita di valore del patrimonio privato immobiliare di Groningen di 1 miliardo di euro: non è facile vendere una casa che per anni ha traballato.

Nel passato le estrazioni dal giacimento di Groningen sono state massicce: 51,2 miliardi metri cubi nel 2010 e, altro picco, 53,9 nel 2013. Sono dati della stessa società operatrice, Nam, che riconosce come “la nostra attività possa provocare disagi. In collaborazione con i residenti ci sforziamo di prevenire e di fare in modo che i soggetti locali possano trarre vantaggi dalla presenza di Nam”.

Il giudice ha stabilito anche un indennizzo per le tutte case invendute che hanno perso valore. Il contenzioso va avanti da quattro anni e ora si aspetta un nuovo protocollo per fare l’inventario dei danni di vario tipo, una sorta di manuale per le parti in causa. Intanto l’estrazione è stata drasticamente diminuita a 21 miliardi di metri cubi. Il ministro dell’economia Eric Wiebes ha riferito la scorsa settimana al Parlamento e annunciato che a partire dal 2021 ogni attività dovrà essere orientata alle energie rinnovabili. A quanto pare, ora che sta per finire il gas, sta anche per finire un’epoca.