No, caro Polito
Togliatti non voleva
“fare come in Russia”

 

Antonio Polito, nel suo editoriale sul Corriere della Sera dedicato alle elezioni imminenti in Emilia-Romagna, scrive: “Quando il Pci in Italia sognava ancora di fare come in Russia, a Bologna e dintorni la sinistra era invece già una ragionevole pratica di buon governo e un accorto sistema di alleanze tra contadini, operai e borghesia produttiva”.

Sia chiaro, l’articolo di Polito sull’Emilia-Romagna e sulla sua vicenda politica è, a mio avviso, ottimo. Ma non è vero che “il Pci in Italia sognava ancora di fare come in Russia”. Palmiro Togliatti, nel suo primo discorso al rientro in Italia nel 1944, a Napoli disse: “Non faremo come la Russia”. Infatti, promosse la “svolta di Salerno” per fare il governo di unità nazionale e, poi, per il referendum sulla Repubblica e la Costituente. Lavorando attivamente per elaborare con le altre forze politiche la Costituzione. In questo quadro, condusse con coerenza la battaglia per la via democratica al socialismo, non smentendola mai, sebbene mantenesse un rapporto con il Pcus e l’Urss.

Il no a Stalin sul Cominform

Quando, nel 1950, Togliatti trascorse la convalescenza a Mosca, dopo l’operazione al cervello per rimuovere l’ematoma formato in seguito ad un incidente automobilistico, in un incontro con Stalin, presenti Pietro Secchia e Luigi Longo, il capo sovietico gli propose di presiedere il Cominform, un’organizzazione che riuniva i grandi partiti comunisti europei dell’Est e dell’Ovest. Togliatti rifiutò con determinazione: era una mossa per toglierlo dalla guida del Pci. Purtroppo, la Direzione del partito, tranne Umberto Terracini e Giuseppe Di Vittorio, aveva dato il suo consenso all’operazione staliniana. Ma inutilmente. Di fronte al netto no di Togliatti, Stalin si rassegnò e disse: “Il compagno Togliatti è innamorato del costituzionalismo”. Un’”accusa” che diceva tutto sulle ragioni per cui veniva avanzata quella proposta.

La fedeltà alla Costituzione fu la bussola di Togliatti per sostenere la via democratica. E, con lui, dopo di lui, il Pci mantenne questa linea. Togliatti nella Regione fece un famoso discorso sul Pci e l’Emilia rossa rivendicando l’eredità di Camillo Prampolini, uno degli storici capi del socialismo riformista emiliano. Così stanno le cose. E Antonio Polito, che è stato nel Pci, bravo giornalista dell’Unità, anche negli anni in cui fui direttore del giornale, credo che conosca questa storia. Dunque, sbaglia se fa sue le baggianate che si dicono sul Pci e che vedo ripetere spesso dal suo collega Aldo Cazzullo, sempre sul Corriere della Sera.

(da Facebook)