“Nimby “e “Banana”, due modi di reagire al fastidio della guerra in Ucraina

Tre mesi dopo l’invasione dell’Ucraina, con tutto quello che ne è conseguito, è sempre più difficile dire cose nuove e fare previsioni. Restano in piedi le speranze. Ma anche queste trovano scarso alimento nei fatti. Forse la cosa migliore è tacere per evitare la ripetitività delle riflessioni e dei commenti e aspettare che gli eventi evolvano. Nel frattempo le notizie dal fronte bellico cominciano anche ad alimentare un crescente fastidio in chi, come noi in Italia, vive abbastanza lontano dai confini della guerra e dall’arrivo di qualche missile.

Questo atteggiamento mi fa venire in mente due espressioni usate in recente passato per ben altre situazioni. Due espressioni i cui acronimi abbastanza noti sono Nimby e Banana con altri meno noti inserimenti. Ecco quelli cui mi riferisco: Nimby (“Not In My Back Yard“, “Non nel mio giardino”); Niaby (“Not In Anyone’s Back Yard“, “In nessun giardino”); Banana (“Build Absolutely Nothing Anywhere Near Anyone“, “Non fare assolutamente nulla dove che sia). Ci sarebbe anche Lulu (“Locally Unwanted Land Uses“) in opposizione ad un uso del suolo localmente indesiderato.

Nimby o Banana?

guerra ucraina bandieraMa pensando al disastro in corso tra Russia e Ucraina mi fermo ad una riflessione sui primi due.

Il primo, Nimby, appartiene alla schiera dei fate quello che vi pare, ma lasciatemi in pace e non rompetemi le scatole. Un atteggiamento tanto più suffragato da un’analisi dei costi (il fastidio) enormemente inferiori ai benefici dei quali scrivevo il 16 maggio, sostenendo che nella guerra (quasi in tutte le guerre) vi è chi vi guadagna prima, durante e dopo il suo svolgimento.

Il secondo, il Banana, appartiene agli speranzosi, come Papa Francesco per esempio, che partono dal principio che non esistono guerre giuste quale che sia anche la loro convenienza economica e politica. Di conseguenza auspicano che guerre non ve ne siano per alcun motivo in qualunque parte della Terra. E con riguardo a quella in corso auspicano che finisca presto evitando altri morti e distruzioni.

È evidente che l’acronimo che preferisco per la filosofia che ne alimenta i contenuti è il secondo. È vero che sulla banana si può scivolare. Ma sulla sua buccia. Per il resto la speranza non viene mai meno. Specialmente fin che c’è vita. Anzi: affinché vi sia vita.