Si cercano navigator:
alla Fiera del precariato
si presentano a migliaia

Sono entrati a frotte alla Fiera di Roma, ma in realtà entravano nella grande Fiera dei precari. Quella che dovrebbe distribuire un precario e provvisorio reddito di cittadinanza a un esercito di giovani precari e, nello stesso tempo, cercare per loro un lavoro altrettanto precario. E’ stato il concorso dei così detti “Navigator”, detto in inglese perché in italiano non fa fino. Erano chiamati ad affrontare un test a crocette: 100 quesiti in 100 minuti. E anche loro, i futuri “Navigator”, naturalmente sono e resteranno precari: avranno un contratto lungo due anni e poi chi s’è visto s’è visto. Certo è tanta la fame di lavoro cosicché molti, affamati, sono accorsi. Così per tre giorni (dal 18 al 20 giugno) Roma è diventata la capitale di una gioventù in cerca di speranze.

Tutto è organizzato dall’Anpal (agenzia nazionale politiche attive del lavoro). Sono stati ammesse 53.907 persone. Anche se poi Roma è stata raggiunta da una percentuale pari a circa il 35 per cento. Molti hanno preferito disertare. Tra gli ammessi c’è stata una predominanza assoluta (73%) di donne. Tutti provenivano in gran parte dal Mezzogiorno, la metà tra i 30 e i 40 anni. Quanti potranno godere del contratto precario? Ovvero saranno sistemati fino al 30 aprile 2021, con un compenso lordo annuo pari a 27.338,76 euro, oltre a 300 euro lordi mensili a titolo di rimborso forfettario delle spese di viaggio, vitto e alloggio sostenute per l’espletamento dell’incarico? I “vincitori”, si fa per dire, saranno solo 2.980, duemila novecento ottanta. Tutti gli altri se ne torneranno a casa con le pive nel sacco.

Un circuito perverso. Con una serie di incongruenze e speculazioni. Così ad esempio, nella Grande Fiera dei precari sono comparsi anche i precari che già lavorano per l’Anpal e che vorrebbero fare i “Navigator”. Sono 650 assunti con contratti a tempo determinato e collaborazioni e sono scesi in sciopero. Ha commentato la Cgil: “l’Anpal Servizi non può ridursi ad ‘assumificio’ di navigator, per di più precari e privarsi delle proprie risorse, che hanno maturato in anni di esperienza sul campo proprio in materia di servizi per l’impiego e politiche attive del lavoro”.

C’è anche chi ha cercato di mungere soldi da questo esercito di candidati. Lo aveva denunciato il segretario della Cgil Toscana Mirko Lami, a proposito del diffondersi di offerte formative: “in giro vi sono anche agenzie fantasma che prendono soldi e scappano, nel senso che non danno la formazione che millantano… si sente odore di truffa”. E accennava alla nascita di decine di agenzie che offrivano corsi di formazione, che non formavano. Facendo pagare 500 euro per un corso di otto ore, 1.800 euro per uno di tre giorni.

La questione più grossa riguarda però la cosiddetta “applicazione” che dovrebbe governare questa Fiera del precario, ovvero il software per incrociare i dati di domanda e offerta di lavoro e trovare un’occupazione ai percettori del reddito di cittadinanza. Ad un certo punto si era parlato di adottare un’applicazione detta “Mississippi Works” adottata dall’attuale presidente dell’Anpal, Mimmo Parisi, un Italo-americano, nativo di Ostuni, docente alla Mississippi University (cattedra che dovrebbe abbandonare ma non ne vuol sapere), sostenuto da Luigi Di Maio. Con il rischio di un conflitto di interessi perché avrebbe venduto a se stesso la propria “Mississippi Works”. Ora, però, si sarebbe cambiata idea per stabilire una convenzione con Invitalia (amministratore delegato Domenico Arcuri) un’altra agenzia che dovrebbe avere come scopo la creazione di nuove aziende. Tutta un’altra missione rispetto a quella di Anpal.

La questione più grossa riguarda però la cosiddetta “applicazione” che dovrebbe governare questa Fiera del precario, ovvero il software per incrociare i dati di domanda e offerta di lavoro e trovare un’occupazione ai percettori del reddito di cittadinanza. Ad un certo punto si era parlato di adottare un’applicazione detta “Mississippi Works” adottata dall’attuale presidente dell’Anpal, Mimmo Parisi, un Italo-americano, nativo di Ostuni, docente alla Mississippi University (cattedra che dovrebbe abbandonare ma non ne vuol sapere), sostenuto da Luigi Di Maio. Con il rischio di un conflitto di interessi perché avrebbe venduto a se stesso la propria “Mississippi Works”. Ora, però, si sarebbe cambiata idea per stabilire una convenzione con Invitalia (amministratore delegato Domenico Arcuri) un’altra agenzia che dovrebbe avere come scopo la creazione di nuove aziende. Tutta un’altra missione rispetto a quella di Anpal.

Sono giovani donne e giovani uomini che spesso hanno affrontato un lungo viaggio mossi dalla possibilità di avere almeno due anni di lavoro precario. Con poco ottimismo perché sanno che intanto, mentre si celebra questa Fiera, 280mila posti di lavoro sono a rischio, per crisi industriali, un po’ ovunque. E il “Sole24ore” intitola “Allarme rosso”.