Penne nere

Le mani addosso, le volgarità, “vieni qui bella figa”, l’atto sessuale mimato quando volti le spalle, i fischi, baci imposti e complimenti non richiesti al raduno delle penne nere. Nessuna ha denunciato, dicono all’Associazione nazionale alpini. Come dire: il fatto non sussiste, o è stata solo goliardia. O “infiltrati”, magari “ubriaconi”. Come se fosse facile presentarsi dai carabinieri e dire che qualcuno (chi? uno o tanti in mezzo a una folla) ti ha palpeggiato o detto frasi irripetibili. E’ già complicato quando puoi indicare un nome, figuriamoci un anonimo (tanti anonimi)sconosciuti. Però attenti: minimizzare come fanno troppi e ridurre tutto a maleducazione “fisiologica” nei grandi numeri o gridare “Viva gli alpini” come Salvini è violenza che si somma alla violenza sulle donne. Gli alpini ricordano che i loro valori sono “pace, fratellanza, solidarietà e amore per la Patria”. Tutto bene, se questi valori non sono declinati solo al maschile. La violenza – verbale, mimata, minacciata, compiuta – non è goliardia. Non riuscire a vederla è vizio di una cultura patriarcale.