“Metti le accise nel motore”: scadono gli sconti Draghi, Meloni guarda i carburanti salire sopra due euro

La crisi energetica torna a mordere i serbatoi degli italiani nel nuovo anno: benzina, diesel e metano balzano sopra i due euro al litro (e al chilo per il gas naturale), cresce ma resta ancora sotto l’euro il GPL. Non è (solo) la guerra in Ucraina o le speculazioni a spingere al rialzo i carburanti, bensì si è esaurita “la spinta propulsiva” degli sconti governativi all’Iva e il taglio delle accise applicate dal governo Draghi. Nel nuovo anno all’insegna del premier Giorgia Meloni l’automobilista deve infatti fare i conti con le contraddizioni della leader di Fratelli d’Italia, che dopo aver tuonato anche in siparietti video contro le accise introdotte nel corso del novecento, non ha ancora previsto un’alternativa, una volta giunta a palazzo Chigi. Il ministero dell’Ambiente e della Sicurezza ridimensiona gli aumenti a soli 17 centesimi di accise + Iva, lasciando ai distributori la responsabilità di costi più corposi per benzina e diesel, che in autostrada hanno raggiunto anche i 2,50€ al litro. Intanto, l’Antitrust ha chiesto la collaborazione della Guardia di Finanza per individuare eventuali violazioni delle leggi del mercato e della concorrenza.