Metteremo fine al genere umano, o l’umanità saprà rinunciare alla guerra?

La tragica e drammatica guerra in Ucraina, scatenata dall’invasione di Putin, con l’utilizzo delle armi  convenzionali più moderne e distruttive, ha fatto migliaia di morti tra soldati, civili, donne e bambini innocenti, distrutto interi paesi e città.
Nonostante l’enorme gravità di questa tragedia la politica non è riuscita a trovare la via della pace.
La spirale perversa sanzioni e armi, più sanzioni e più armi non ha portato neppure ad un cessate il fuoco, ma solo a più morti e più distruzioni. Ha innescato inoltre una gravissima crisi economica e sociale i cui effetti sonopagati dai lavoratori, dalla gente comune e da popoli interi.

La pace sembra sempre più lontana

Foto di WikiImages da Pixabay

La pace tra il popolo ucraino e quello russo appare sempre più lontana e, come dice papa Francesco, questo  conflitto si configura sempre più come lo sviluppo della terza guerra mondiale guerreggiata, per interposti popoli, dalle grandi potenze nucleari.
Le dichiarazioni di Putin sull’uso possibile delle armi nucleari a difesa delle frontiere russe (comprese quelle dei territori annessi), l’analoga dichiarazione di risposta nucleare della Nato, la disinvoltura con cui si ipotizza l’uso delle armi atomiche tattiche e lo scriteriato ottimismo che nega la possibilità di guerra nucleare, ci dicono che stiamo arrivando sulla soglia del conflitto nucleare e rischiamo di raggiungere e sorpassare il punto del non
ritorno.
Non esistono “armi nucleari tattiche” che non abbiano un effetto di morte totale: ogni parte in guerra sparerà “l’arma tattica” nucleare più potente dell’avversario.

L’appello di Bertrand Russell e Albert Einstein

Già, nel 1955, nell’appello per il disarmo nucleare di Bertrand Russell e Albert Einstein, si denunciava come il conflitto nucleare avrebbe portato, oltre alla morte immediata delle popolazioni colpite direttamente, anche a quella per radiazioni del resto dell’umanità poiché “alla maggior parte degli uomini toccherebbe una lenta agonia dovuta a malattie e disfacimento”.
Poi domandavano: “metteremo fine al genere umano, o l’umanità saprà rinunciare alla guerra? È una scelta con la quale la gente non vuole confrontarsi, poiché abolire la guerra è oltremodo difficile… Gli individui  faticano a immaginare che a essere in pericolo sono loro stessi, i loro figli e nipoti e non solo una generica umanità. Faticano a comprendere che per essi stessi e per i loro cari esiste il pericolo immediato di una mortale agonia.”

Foto di Annette Jones da Pixabay

Oggi, dobbiamo prendere atto con dolore, vergogna e paura che la guerra attuale ha cambiato di segno e di significato: non è più la guerra, terrificante e feroce, tra ucraini e russi ma il suo crescendo coinvolge tutti noi, tutta l’umanità e le specie del pianeta.
Questo coinvolgimento di tutti noi, di popoli interi, senza che si possa dire e fare nulla deve cessare, non si può stare solo appesi alle parole di Zelensky e di Putin interpretando, poi, quelle di Biden e di Xi Jinping.

Prenda parola un grande movimento popolare

Occorre che scenda in campo un grande movimento popolare per la sopravvivenza dell’umanità e chieda lo stop al conflitto e il disarmo nucleare a tutti i paesi che possiedono queste armi.
È oramai arrivato il momento di far prevalere il nostro comune interesse di genere umano per garantirci il futuro vivendo in pace con noi stessi e con la natura.
È indispensabile che tutte le forze morali e culturali, le autorità religiose, i sindacati, le associazioni di categoria, il volontariato e i partiti promuovano un grande movimento di milioni di persone che chieda, con una petizione internazionale, la convocazione urgente di una Conferenza Mondiale per discutere fermare la guerra, come salvare l’umanità dalla guerra nucleare e di come svuotare gli arsenali nucleari.
Noi, le generazioni attuali, dobbiamo essere gli eredi morali di Bertrand Russell e Albert Einstein, e come loro diciamo “se vi riesce, di mettere da parte le vostre opinioni e di ragionare semplicemente in quanto membri di una specie biologica la cui evoluzione è stata sorprendente e la cui scomparsa nessuno di noi può desiderare. Gli uomini sono tutti in pericolo, e solo se tale pericolo viene compreso vi è speranza che, tutti insieme, lo si possa scongiurare. Dobbiamo imparare a pensare in modo nuovo”.

Bisogna evitare la morte universale

Foto di Robert Waghorn da Pixabay

Siamo di fronte ad un bivio drammatico e per certi versi definitivo. Lo scatenarsi della guerra atomica può mettere fine a ciò che noi chiamiamo storia cioè lo sviluppo della vicenda umana di ognuno di noi. Se  vogliamo continuare ad ammirare il mondo, la natura, a lavorare, a leggere, ad amare, in una parola a vivere, è l’ora di muoversi perché potremmo non avere il tempo di farlo.
È per questo, per evitare la morte universale, che facciamo appello a tutti, uomini, donne, di mobilitarsi per mettere fine a questa follia e alle forze della politica e ai governi che prendano atto e riconoscano  pubblicamente che i loro obiettivi non possono essere perseguiti mediante una nuova guerra mondiale e di conseguenza esigiamo che vengano trovati ed esperiti tutti i mezzi pacifici, gli unici possibili per la risoluzione del conflitto.