Medicinali introvabili in farmacia? Evitiamo la corsa all’acquisto

La lista aggiornata al 10 gennaio scorso comprendeva 3200 nomi. Sono i farmaci temporaneamente carenti secondo l’AIFA, l’Agenzia italiana del farmaco, il cui elenco viene aggiornato costantemente e arricchito con la data di inizio e di presunta fine della carenza, l’esistenza di farmaci equivalenti e le motivazioni che hanno portato alla scarsa disponibilità (https://www.aifa.gov.it/farmaci-attualmente-carenti). Al suo interno troviamo un po’ di tutto: antivirali come Zovirax (principio attivo Aciclovir), mucolitici come Fluimucil (principio attivo Acetilcisteina), antibiotici come Zimox (principio attivo Amoxicillina), antipiretici e analgesici come la Tachipirina (principio attivo il Paracetamolo), antiinfiammatori come il Froben (principio attivo l’Ibuprofene). In molti casi si tratta di specialità medicinali il cui principio attivo è disponibile anche con altri nomi commerciali o come farmaco generico. Tra le motivazioni per cui è diventato difficile trovarli in farmacia, nella lista dell’AIFA troviamo “cessata commercializzazione” oppure “problemi produttivi” o “elevata richiesta”.

Il problema, secondo Federfarma Servizi che si occupa della distribuzione, va avanti da alcuni mesi ma nelle ultime settimane è peggiorato tanto che il ministro della salute Orazio Schillaci ha deciso di creare un tavolo permanente per individuare i farmaci che registrano una reale carenza, provvedere con interventi di risposta a breve e medio termine per far fronte tempestivamente ai bisogni dei cittadini e definire attività di comunicazione. La comunicazione sarà importante soprattutto per cercare di evitare allarmismi e conseguenti ingiustificate corse all’acquisto. Al tavolo partecipano rappresentanti dell’AIFA e della filiera farmaceutica, oltre a Nas e medici.

Ma si tratta di una vera emergenza? E perché si è creata? Il presidente dell’AIFA, Giorgio Palù, ha detto due giorni fa in un’intervista che non c’è un allarme reale perché per la maggior parte sono farmaci di cui non c’è più una produzione o non sono più in commercio ma per i quali esiste quasi sempre un equivalente o un’alternativa terapeutica: “Del totale, sono 300 quelli carenti perché sono farmaci di importazione ma solo 30 di questi sono veramente essenziali perché non trovano un corrispettivo prodotto da un’industria italiana”.

Quindi il problema va ridimensionato. Ciò non toglie che si è creata una situazione complessa a livello mondiale dovuta a diversi fattori: prima di tutto la circolazione in contemporanea del virus dell’influenza – che quest’anno ha visto il 20% di contagi in più – e di SARS CoV 2, il virus del Covid, contro i quali si utilizzano gli stessi farmaci sintomatici ha fatto aumentare la richiesta di alcuni di questi farmaci. Inoltre, ha spiegato il presidente della Federazione degli Ordini dei Farmacisti Italiani, Andrea Mandelli, la Cina è il produttore principale di molti principi attivi presenti in questi farmaci e l’ondata di casi di Covid in quel paese fa sì che ci siano difficoltà a esportarli, sia perché la richiesta interna aumenta, sia perché fanno fatica a mantenere aperte le linee di produzione con tanti lavoratori contagiati. Mandelli però raccomanda di “spiegare agli italiani che bisogna fidarsi del farmacista, che saprà dare alternative. E devono evitare di fare scorte, togliendoli a chi ora ne ha bisogno”.

Anche sul sito dell’AIFA si consiglia le persone che non trovano il farmaco cercato di rivolgersi allo specialista o al medico di medicina generale per il trattamento alternativo, ricordando che in Italia sono disponibili sul mercato medicinali equivalenti o alternative terapeutiche. “Nel caso di situazioni specifiche e motivate, in cui il medico specialista o il MMG ritengano, comunque, necessaria l’importazione del medicinale carente, è possibile attivare la procedura di importazione: “in questi casi, se il medico o il paziente necessitassero di chiarimenti o informazioni, possono contattare l’Ufficio Qualità dei Prodotti e Contrasto al Crimine Farmaceutico all’indirizzo farmacicarenti@aifa.gov.it”