Un Gattopardo al contrario: nulla cambia, tutto cambierà

Tutto come prima ma nulla sarà davvero come prima. Il Gattopardo evocato da Giorgia Meloni per la rielezione di Sergio Mattarella alla presidenza della Repubblica appare alquanto rovesciato. Da domani cambiano parecchie cose. E non tutte in peggio, anzi.

Azzerate le coalizioni

Scrutinio per l'elezione del presidente della Repubblica Sergio Mattarella
Scrutinio per l’elezione del presidente della Repubblica Sergio Mattarella

1) Le coalizioni come le abbiamo conosciute finora non esistono più. Il centrodestra è stato letteralmente terremotato da Matteo Salvini. Fa impressione il dilettantismo con cui ha condotto l”intera partita, travolgendo un candidato dietro l’altro, a cominciare dalla seconda carica dello Stato, la presidente del Senato Elisabetta Casellati, che ha perso a sua volta ogni credibilità residua. Ci sarebbe molto da dire sulle capacità politiche del Çapitano leghista che evidentemente sa interpretare il suo ruolo solo con la felpa e la faccia feroce. Ma al di là del destino personale di Salvini, è un fatto che le posizioni dei tre partiti di centrodestra sono ora nettamente divaricate con Forza Italia risucchiata verso i piccoli alleati centristi e Fratelli d’Italia sempre più all’opposizione pura e dura.

Ma anche il centrosinistra almeno nella sua attuale strutturazione, con gli alleati 5 stelle, smette di esistere. Il doppio gioco di Giuseppe Conte è stato addirittura imbarazzante. Assieme a Salvini, che ai tempi del Papetee aveva dileggiato dai banchi del governo gialloverde, ha concordato tutte le principali candidature di rottura: prima Frattini, poi Casellati (salvo la marcia indietro davanti alle minacce di rivolta di molti grandi elettori 5 stelle), infine di Elisabetta Belloni, nome degnissimo ma evidentemente fuori luogo visto il suo ruolo ai vertici dei servizi segreti. Come continuare a fidarsi di un personaggio così ambiguo e spregiudicato per di più di scarsa consistenza? Ben altra prova ha dato il suo competitore interno Luigi DI Maio, che si è mosso con discrezione e senso delle istituzioni e della politica

No, la politica non ha perso in blocco

quirinale2) Non è vero che la politica ha perso in blocco. Questa storia di accomunare tutti in un unico indifferenziato calderone non a caso è una della ragioni del populismo e dell’antipolitica imperanti, spinti in modo decisivo del sistema mediatico. Il PD, per dire, se non ha vinto non ha neppure perso: ha tenuto la barra dritta, respingendo l’assalto di Salvini e Conte, senza cadere nell’errore di esporre dei possibili nomi (ce n’erano a sinistra) ai veti e alle bocciature incrociate, fino alla soluzione Mattarella. E dalla partita non esce male neanche Renzi, che contrariamente alla previsioni non ha retto il gioco sporco di Salvini e ha lavorato, per una volta, in sintonia col centrosinistra. Infine Draghi: ottiene il massimo possibile, una volta sfumata l’ambizione qurinalizia. E alla fine rimedia anche ai suoi errori iniziali quando aveva fatto capire di voler traslocare al Colle più alto, dando un serio contributo alla rielezione di Mattarella.

3) E’ evidente che la crisi profonda delle coalizioni non può non avere ripercussioni anche sul sistema, a cominciare dalla riforma elettorale. Che senso ha mantenere quote di maggioritario davanti ad alleanze posticce pronte a sfaldarsi alla prima occasione, con ripercussioni gravi su tutto il sistema. L’impegno a mettere mano alla materia era già stato preso dopo la riforma del taglio dei parlamentari, ora non c’è più tempo da perdere.

Il Presidente della Repubblica Italiana Sergio Mattarella
Il Presidente della Repubblica Italiana Sergio Mattarella

4) Le perplessità costituzionali del Capo dello Stato riguardo a un secondo mandato restano in piedi ed è difficile non vederle. Lo spirito di servizio di Mattarella ha evitato che la crisi evidente nel Parlamento in seduta comune si avvitasse in modo pericoloso e forse devastante, ma la rielezione dopo 7 anni di mandato non è una vittoria della democrazia, come con una certa faciloneria si dice in giro. C’è poco da festeggiare. C’erano altri candidati con la stessa caratura politica e giuridica di Mattarella che potevano essere messi in campo. Il tempo perso a causa delle velleità senili di Berlusconi e le manovre del duo Salvini – Conte hanno impedito di potersene avvalere. Sarà forse la prossima volta, probabilmente entro un paio di anni: è improbabile che il Capo dello Stato vorrà ripetere per intero il suo secondo mandato, come già Napolitano. Ma intanto molte cose sono destinate a cambiare. Il Gattopardo questa volta difficilmente lascerà le cose come prima.