Una manovra senz’anima
grazie a chi teme
i ruggiti di Salvini

Non ci sono i soldi. Anzi, ci sono, ma sono dalla parte sbagliata. Sono dentro le valigie di quei tre cinesi, sorpresi con un milione a testa, rigorosamente in contanti, pronti ad “evadere” a casa loro. I soldi, oltre 100 miliardi all’anno, ci sono, nelle valigie, nei portafogli, nelle banche, nei materassi di chi evade le tasse, magari per necessità.

Non ci sono i soldi per la legge di bilancio, o meglio, ce ne sono pochi, perché 23 miliardi dovranno essere spesi per evitare l’aumento dell’Iva – così si spiega, almeno in parte, la fuga di Salvini a ferragosto – eredità dei governi precedenti e che adesso, alla fine, dopo che il neo governo giallo-rosso è rimasto con il cerino in mano, dovremo pagare. In realtà, a pagare, ancora una volta, saranno soprattutto i giovani, le generazioni future, i nostri figli, nipoti e pronipoti, condannati a un debito pubblico mostruoso, che continua a crescere.

Lotta all’evasione

Il ministro dell’Economia e Finanze, uno storico con solide basi economiche e “politico” per passione, ha fatto i salti mortali e forse –si fa per dire- anche carte false per far quadrare i conti. Ha ipotizzato una crescita che non ci sarà, ha fatto nuovo debito sperando che la Commissione europea ci faccia lo sconto. Ma, soprattutto, ha scommesso sulla lotta contro l’evasione fiscale.

L’Italia siede su un tesoro potenziale di 100 miliardi all’anno, senza contare i 60 per la corruzione, che resta nelle tasche e nei forzieri di chi non paga le tasse. E allora, avanti tutta con la lotta contro l’evasione ed elusione fiscale. Facile a dirsi, ma forse impossibile a farsi.

Invece di attivare l’incrocio di tutti i big data, che ha già a disposizione, il neo governo ha puntato quasi tutto su bancomat e carte di credito, per rendere tracciabili i pagamenti, arrivando addirittura a una sorta di lotteria da giocare con gli scontrini fiscali. Sembra che in Sudamerica funzioni, ma l’ipotesi di ridurre l’utilizzo massimo in moneta contante, ha fatto infuriare Renzi, che ha twittato sferzante: “la soglia del contante a 1000 euro ve la votate voi”.

Certo, le banche devono ridurre drasticamente il costo delle commissioni, ma qualsiasi lotta contro l’evasione non può prescindere da questo tassello, che rende ogni transazione più veloce, sicura, pulita e trasparente, come avviene in tutti i paesi più avanzati.

Manette agli evasori

E poi c’è l’argomento tasse, sul quale Salvini –che non ci ha raccontato come la Lega ha speso i 49 milioni rubati agli italiani– si è scatenato a priori. Le presunte “manette agli evasori”, invece, hanno risvegliato dal letargo Silvio Berlusconi, già condannato definitivamente per frode fiscale, falso in bilancio e appropriazione indebita. Le manette agli evasori, però, già previste nel nostro ordinamento, non sono quasi mai state applicate, visto che, in quest’Italia del malaffare, i “colletti bianchi” in carcere, per reati finanziari ed economici, sono appena lo 0,6% sull’intera popolazione carceraria. Il governo giallo-rosso si è trovato quasi con le mani legate, anche perché i 5S non vogliono ritoccare reddito di cittadinanza o quota 100, che -con una “finestra” di pochi mesi- farebbe risparmiare centinaia di milioni.

I ruggiti di Salvini

I soldi dell’evasione dovrebbero servire a ridurre il cuneo fiscale per dare un po’ di soldi in più in busta paga, per rendere gratuiti gli asili nido e aiutare le famiglie che fanno figli in questa Italia sterile e anche a migliorare la scuola. Forse la proposta di aumentare l’iva sulle merendine, che sono buone ma fanno male, era velleitaria, ma poteva aiutare. Invece niente, perché il neo governo giallo-rosso, Renzi e Di Maio in particolare, sentono sul collo i ruggiti di Salvini. Il risultato è una manovra finanziaria di sopravvivenza, senza respiro e poca identità, nonostante il tentativo di presentarsi come “green new deal”, anche se, quando proponi disincentivi sugli imballaggi di plastica, apriti cielo. E allora teniamoci questa finanziaria senz’anima e poco coraggio, aspettando un’Italia nella quale –chissà quando – pagheremo tutti per pagare meno.