L’utopia concreta di Nilde, da partigiana a presidente della Camera

È stata inaugurata ieri, al rettorato della Sapienza, con una grande cerimonia nell’Aula Magna di Piacentini, ricca del grande affresco di Sironi, la mostra multimediale “l’Eredità di Nilde Iotti”. Curata dalla Fondazione Iotti, dalla Fondazione Gramsci, dalla Associazione Enrico Berlinguer, la mostra conclude virtualmente (ci saranno ancora alcuni convegni in parallelo) le celebrazioni per i 100 anni dalla nascita che, nello scorso biennio, hanno visto la pubblicazione di numerosi libri e iniziative, soprattutto con le scuole, pur nella difficoltà, sottolineata da Livia Turco, di agire durante la pandemia.

Alla Sapienza una grande mostra sull'”Eredità di Nilde Iotti”

Sul palco a presentare Livia Turco (Fondazione Iotti) e Silvio Pons (presidente della Fondazione Gramsci). Nel parterre politiche, politici e professori universitari del Pci e delle formazioni della seconda repubblica: Massimo D’Alema, Cecilia D’Elia, la vicepresidente del Senato Anna Rossomando, Valeria Fedeli, Franca Chiaromonte, Massimo Brutti, Giorgio Frasca Polara che con Nilde Iotti ha lavorato nei lunghi 13 anni della presidenza della Camera, Giuseppe Vacca e Francesca Izzo, Ugo Sposetti, il direttore del Gramsci Francesco Giasi, che con il team del Gramsci ha curato l’allestimento della mostra.

“L’eredità è un passaggio di testimone”

La rettrice della Sapienza Antonella Polimeni ha aperto i lavori ragionando sul termine eredità, citando Massimo Cacciari: “Nell’etimologia della parola eredità c’è l’essere orfani, l’eredità è un capitale che va fatto fruttare, è un passaggio di testimone, non semplicemente un omaggio al passato”. Sulla stessa lunghezza d’onda la ministra Fabiana Dadone, a capo della struttura di missione della presidenza del Consiglio dei ministri che ha finanziato le iniziative del centenario: l’auspicio è far conoscere alle giovani generazioni da dove vengono e da dove hanno tratto linfa le attuali libertà, per questo la Sapienza è un luogo appropriato.

Rettrice e ministra hanno ricordato il ruolo decisivo di Iotti nelle formulazioni della prima parte della Costituzione, soprattutto negli articoli che riguardano la parità delle donne e il riconoscimento dei diritti dei figli nati fuori dal matrimonio, principi che hanno trovato attuazione molti anni dopo, con il diritto di famiglia approvato nel 1975 grazie alle battaglie in cui la deputata Nilde Iotti si impegnò con grande passione e competenza.

Il ministro al lavoro e politiche sociali Andrea Orlando ha inserito verve polemica nel suo intervento, ricordando la triste stagione della rottamazione, quando “anziché i dinosauri si è arrivati alla estinzione della cultura politica e della stessa sinistra”. Ha citato, in contrapposizione, la figura di Enea che, in fuga da Troia, fondò in terra straniera un nuovo impero portando sulle spalle il padre e per mano il figlio.

Orlando: non dimenticare i movimenti, i conflitti, le lotte

“C’è stata anche – ha detto Orlando – la sterilizzazione della eredità”, cioè si sono dimenticati i movimenti reali, i conflitti, le lotte di emancipazione, l’utopia che ha sorretto la costruzione di un partito e della stessa Repubblica.

Di quella straordinaria e concreta utopia fa parte anche il dato biografico di Nilde Iotti che, proveniente da una modesta famiglia emiliana, approdò a 26 anni alla Costituente sull’onda della lotta al fascismo.

Nel suo intervento Silvio Pons si è soffermato sulla attività europeista di Iotti, fase meno conosciuta della sua vita politica, in particolare nella battaglia per il suffragio universale diretto al parlamento europeo.

In conclusione il film “con voce di Nilde”

A conclusione della manifestazione, presentato da Marisa Malagoli Togliatti, il film “Con voce di Nilde” di Emanuela Piovano, veramente emozionante ascoltare quella voce chiara e limpida nei toni e nei concetti, in momenti di grande battaglia anche interna al Pci, in nome delle donne, contro il paternalismo che caratterizzava il partito.

La mostra si articola in diverse sezioni: la vita familiare, l’UDI, il partito, gli incarichi istituzionali. Documenti antichi e recenti di militanza politica, fotografie, filmati che percorrono una vita intensa nella quale spiccano i 18 anni travagliati e felici dell’amore con Togliatti.

“Già, com’era: a capo di una strana famiglia in cui, come disse un’amica, non c’era un vero marito, non c’era una vera moglie, non c’era una vera figlia, ma che pure era una famiglia unita e felicissima”. (Giorgio Frasca Polara, Intervista a Nilde Iotti, l’Unità 21 agosto 1996).