Repubblica sbaglia,
l’Italia non è
solo disperazione

La Repubblica, attraverso un editoriale di Concita De Gregorio, scrive: “Non è una possibilità. È una certezza. La rabbia generata dalla disperazione economica esploderà. Non serve un indovino”. L’autrice descrive quello che legge su Facebook e ne dà una sua interpretazione: “Un assalto al bancomat, una, due, tre, dieci vetrine spaccate per portare via quelle tre cose rimaste dentro. Un negoziante che prende a martellate il suo locale, una madre di tre figli che non potrà tornare al lavoro e promette: domani mi incateno davanti alla scuola”.

L’articolo, ripeto apparso su La Repubblica, continua sempre su questo tono. Anche io ho avvertito, in questi giorni, che la situazione economica che si va determinando è certamente preoccupante. Ma nello scritto di De Gregorio sembra che lei, e solo lei, intuisca il nostro futuro prossimo già in atto. Di fronte ad una situazione sociale effettivamente pesante pare che non vi siano più il sindacato, le forze politiche, le istituzioni, dal Comune alla presidenza della Repubblica. Tutti dileguati. Sembra, messa così, che non vi siano nemmeno i giornali che possano incanalare il comprensibile malcontento, anche la rabbia, verso obiettivi politici e sociali. E non verso la disperazione.

Non è la prima volta che nel Paese si determina una situazione economica, sociale e politica grave. Sono molto vecchio per ricordare cosa è stato il dopoguerra in Sicilia. Lavoravo al sindacato, dirigevo la Camera del Lavoro della mia città, Caltanissetta. Le miniere erano allagate, l’edilizia e altre attività industriali ferme, la disoccupazione elevatissima. Ma non ricordo la disperazione oggi descritta da De Gregorio. Penso che, ancora oggi, il sindacato c’è; non ci sono i grandi partiti ed è un punto di debolezza. C’è il Pd che ha un rapporto fragile con il popolo. Anche altre forze politiche ed organizzazioni sociali (artigiani, commercianti, imprenditori) sono in campo e avvertono la responsabilità nei confronti dei loro organizzati. E ci sono anche le forze di destra che, però, non dimostrano una responsabilità nazionale. Al contrario.

Nell’articolo de La Repubblica, tuttavia, sembra che in Italia ci siano solo masse disperate pronte all’assalto di tutto. E il vuoto totale, politico e sociale. Attenzione: in questa situazione così difficile anche i giornali hanno una responsabilità su ciò che avviene o non avviene. E La Repubblica, che si definisce giornale di centrosinistra, più di altri dovrebbe avvertire questa responsabilità.

(Articolo pubblicato su Facebook 16 maggio 2020)