L’ecologia spirituale del borgo di Mezzana, dove si cambia il mondo anche con la preghiera

Cantagallo, circa tremila abitanti in provincia di Prato. Verso il futuro. Capitate presto da quelle parti se potete, non è una pena, troverete respiri di speranza. L’antico piccolo borgo di Mezzana fu abbandonato negli anni Sessanta, non ci abitava più nessuno, nemmeno i pastori. Poco meno di dieci anni fa è stato acquistato (con tante piccole offerte) da un’associazione senza fini di lucro e via via ristrutturato in un villaggio aperto ecosostenibile, per lavorare e, volendo, pregare (senza distinzioni di credo), poi presto anche per accompagnare chi si sente psichicamente disturbato in una Casa del grano e i malati fisicamente terminali al fine vita in un hospice.

Sono circa 12 ettari di terreno a mezza costa sui monti della Calvana (bosco, castagni, uliveto, vigneto, erbe officinali, pascolo). Per ora in poco più di una decina di case vi risiede la comunità di monaci e volontari sotto la guida di padre Guidalberto Bormolini, appartenente al movimento cristiano “Ricostruttori nella preghiera” e lì animatore di “Tuttoèvita” dal 2013. Chi vi abita si sostenta lavorando la terra con coltivazioni biologiche, niente carne macellata.

Tra agricoltura biologica e preghiera

Si tratta di una bellissima esperienza di ecologia spirituale, l’arrivo nel 2015 dell’enciclica papale Laudato sì ha offerto una cornice di riferimento teologico e culturale al progetto e alle varie attività, il borgo e l’associazione sono ormai divenuti uno snodo nazionale per le riflessioni e i movimenti sulla vera riconversione degli stili di vita, dei modi di produrre e consumare, come imporrebbe la crisi globale dovuta ai cambiamenti climatici antropici e agli inquinamenti.

Guidalberto Bormolini è nato a Desenzano sul Garda il 21 agosto 1967 da una famiglia artigiana, ha 55 anni. Ha fatto l’apprendista falegname durante il liceo e studiato successivamente da liutaio, finché è prevalsa la vocazione religiosa, maturata già a 14 anni entrando in contatto con il gesuita Gian Vittorio John Cappelletto (1928-2009), che promuoveva la ricostruzione di cascine e monasteri abbandonati per trasformarli in luoghi di meditazione. Entrato in quella comunità nel 1992, ha trascorso il noviziato a fare il muratore, ha compiuto studi teologici a Roma, ha conseguito il titolo di Baccellierato nel 1998, è stato ordinato prete nel giugno 2000 ad Arezzo, iniziando a insegnare (ancor oggi all’università di Padova) e a ricostruire insieme a persone affette (da malattia esistenziale), facendoci meditare tutti (da tanatologo).

Fra la fine del 2021 e l’inizio del 2022 il giornalista toscano Mario Lancisi ha conversato a lungo con padre Bormolini a Firenze e a Mezzana, realizzando così un ottimo interessante volume di brevi domande e lunghe riflettute colte risposte, diviso in nove capitoli (da “iniziamo a sognare” a “preghiera e meditazione per trasformare il mondo”), molti dei quali risultano arricchiti di brevi spunti in forma di scheda, scritti da personalità amiche e ospiti della comunità (Arminio, Caccamo, Branca, Grazia Francescato, Capanna, Svamini Hamsananda Ghiri, Berrino, Scotti). Fra di loro poteva esservi Franco Battiato, che volle padre Guidalberto a Milo, mantenendo poi sempre con lui un’intensa relazione: voleva inaugurare l’hospice con un proprio concerto e il prete scese invece purtroppo lui in Sicilia per officiare il funerale nel maggio 2021.

Questo tempo ci parla. La rivoluzione spirituale e il sogno di una nuova umanità
Guidalberto Bormolini
Conversazione con Mario Lancisi
Religione
TS Edizioni Milano
2022
Pag. 221 euro 16