Le scelte di vita di Simona-Alice, un’artista duttile e coerente

“Mi sono sempre sentita Alice nel Paese delle Meraviglie. Un tempo pensavo fosse un limite, l’ingenuità, oggi sono convinta che sia stata la mia qualità più grande” è l’affermazione perentoria che segna il racconto autobiografico di Simona Marchini. La pregnante consapevolezza che attraversa tutto il suo libro “Corpo estraneo”, uscito di recente per i tipi di Baldini+Castoldi.

In uno stile serrato e dialogante, con significativi tratti ironici, la Marchini intesse la narrazione di un’esperienza di vita fuori dagli schemi. Dal racconto della famiglia comunista, con il suo impegno nella Resistenza, sino alle esperienze maturate nella fucina della “Nuova Pesa” e nelle più diverse attività nel mondo dello spettacolo.

Una irregolare di talento

Una “irregolare” nel suo percorso, ma sempre nel segno di una duttilità dettata dalla creatività e da un guizzo talentuoso verso le diverse forme d’Arte.

Un imprinting coltivato sulla scia del padre, Alvaro Marchini, figura centrale del panorama della Roma degli anni 50/60 che nell’impegno politico e culturale ha impresso la sua cifra. Mai, a mio parere, adeguatamente valutata. Partigiano prima, e poi “mecenate” delle arti e del PCI . Come non ricordare il suo benefico impegno sulle sedi dell’Unità e la donazione del “Bottegone”. Protagonista pure nello sport come presidente della Roma ai tempi di Herrera.

Simona si forma in questo ambiente ricco, colto e comunista. Una miscela non facile da gestire, specie a quei tempi, ma con un’impronta indelebile e un bagaglio di insicurezze correlate che ne scandiscono i primi anni giovanili, con scelte difficili.

La Marchini ne racconta l’itinerario negli anni, con serietà ma sempre accompagnata da un brio e  un’ironia che restano la sua cifra impareggiabile, accanto ad una dirittura morale rara.

Una personalità versatile e complessa

simona marchiniNe emerge una personalità versatile e complessa che nell’approdo teatrale si è sentita spesso come “un corpo estraneo” misurandosi con diffidenze e sgambetti. Ma sempre risoluta a far emergere la sua visione creativa e artistica coltivata negli anni, anche attraverso le esperienze maturate nel crogiolo intellettuale della “Nuova Pesa”. La galleria fondata nel ’59 dal padre e poi da lei diretta successivamente, con la stessa fermezza di farne un centro delle arti libero e indipendente.

Le vicende amorose si accavallano nella trama del racconto con episodi significativi: dal celebre matrimonio con Ciccio Cordova, allora capitano della Roma, all’epoca in cui il padre era per altro presidente della società. Sino alla travolgente esperienza sentimentale ed elettiva con Pierluigi Samaritani, il grande scenografo italiano, gloria internazionale dell’Opera, morto prematuramente.

Le esperienze dolorose non scalfiscono tuttavia l’umorismo e il sarcasmo che da sempre contraddistinguono Simona. Il suo non prendersi “troppo sul serio”,  nella vita come nella narrazione autobiografica. Passando da Iside Martufoni, alla regia del Rigoletto con la stessa professionale esultanza ed efficacia.

Aver frequentato personalità di primo piano del panorama culturale italiano e internazionale non ne ha corrotto difatti  la sostanza di “fattrice” e sperimentatrice culturale.

I legami affettivi e il credo politico

La stessa “sostanza” e coerenza che ha avuto nei suoi legami affettivi, come nel credo politico. E’ questo il tratto che apprezzo di più in Simona e che ben si rintraccia nelle scorrevoli, e anche divertenti, pagine del libro.

E’ difficile parteggiare per la Marchini di “ A tutto gag” o di “ quelli della Notte” piuttosto che, con la regista teatrale o la curatrice del festival di Todi, o altrimenti, con la promoter dello straordinario Igor Moiséjev . Simona è tutto questo e molto altro. Valga per tutti il suo lungo impegno per l’Unicef.

E’ una duttile e creativa donna di “cultura”. Amante delle Arti e promotrice di queste che, per citare Amendola, la impegna in “una scelta di vita”. E questa scelta si evince con forza dalle pagine del libro in cui, “l’Alice del Paese delle Meraviglie”, ritrova nella scelta intellettuale e di curiosità disincantata la sua domanda di senso.

Mercoledì 8 giugno, alle ore 18, verrà presentato, nel cortile monumentale di Palazzo Valentini a Roma il libro di Simona Marchini “Corpo estraneo” (Baldini+Castoldi) a cui interverranno, dopo il saluto istituzionale del Vicesindaco Metropolitano Pierluigi Sanna, lo storico Lucio Villari, la storica dell’arte Ivana Della Portella e la giornalista di Rai3, Floriana Bertelli. Mentre l’attrice Milena Vukotić interpreterà alcuni brani tratti dal libro. L’ incontro è aperto al pubblico