Le ombre dell’era Merkel sul processo d’integrazione europea

La cosiddetta «era Merkel» si avvicina alla sua conclusione dopo sedici anni da quando Angela entrò nel Palazzo della Cancelleria il 22 novembre 2005.

angela merkelSi avvia lentamente alla sua conclusione perché i tempi per la formazione del nuovo governo federale saranno lunghi e potrebbero durare fino alla primavera del 2022. Nel frattempo Angela Merkel continuerà ad essere cancelliera ed è difficile immaginare che il «suo» governo gestisca solo gli affari correnti.

Molti commentatori hanno sottolineato le luci e le ombre di sedici anni di azione europea ed alcuni hanno anche scritto che il suo obiettivo è stato quello di un’Europa tedesca piuttosto che di una Germania europea.

Da parte nostra vorremmo ricordare alle nostre lettrici e ai nostri lettori due momenti della sua azione europea che hanno lasciato segni significativi sul processo di integrazione europea e sui quali noi speriamo che ci sia un altrettanto significativo mutamento di rotta con la nuova coalizione tedesca.

Il discorso di Bruges

Correva l’anno 2007 (o meglio: il primo semestre) ed erano trascorsi due anni di pausa, ma non di riflessione, dopo la bocciatura del trattato costituzionale. L’idea del presidente Napolitano, osteggiata dai diplomatici della Farnesina, era fondata sulla salvaguardia dei principi di fondo e della struttura di quel trattato.

A Berlino regnava Angela Merkel perché, come sappiamo e come è avvenuto ancor di più dopo Lisbona, da tempo in materia europea il potere è nelle mani dei capi di governo e non dei ministri degli Esteri. Come nei Promessi Sposi fra Egidio e la monaca di Monza, Tony Blair-Egidio chiamò Angela Merkel-monaca di Monza. La sciagurata rispose, il trattato costituzionale fu cancellato dal Trattato di Lisbona – che Angela Merkel aveva valutato come “la costituzione europea fino al 2050” – e da allora viviamo con regole e ripartizione di competenze che non sono all’altezza delle sfide del ventunesimo secolo.

Il secondo momento è il discorso a Bruges di Angela Merkel del 2 novembre 2010. Dopo quello di Margaret Thatcher alcuni anni prima, il discorso del 2010 rappresenta la summa della visione istituzionale dell’Europa a trazione merkelliana.

La sua visione da allora non è cambiata, ma noi speriamo che cambi la visione del nuovo governo tedesco. Se i negoziati in Germania dovessero prolungarsi nel tempo bisognerebbe riflettere su una seconda fase della Conferenza sul futuro dell’Europa – trainata dal Parlamento europeo – con un nuovo governo tedesco e dopo le elezioni presidenziali in Francia.